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Il vero gol

Zero punti, ma un sorriso nel cuore

di Massimo Sperindè -

06 maggio 2014, 17:45

Zero punti, ma un sorriso nel cuore

Non è mai stata una trasferta troppo fortunata, per noi doriani, quella di Parma. Sportivamente parlando, s'intende.
Anche ai tempi in cui la maglia blucerchiata volava alta nei cieli d'Europa o si fregiava di un triangolino tricolore cucito sul petto, si veniva al Tardini: baci e abbracci con gli amici crociati (allora più gialloblù che crociati) un bicchiere in compagnia, bandiere unite a sventolare. E poi, sul campo, quasi sempre due pappine e tutti a casa. Come stavolta. Con la rabbia (sempre sportiva, eh) da ingoiare con un sorriso, facendo spallucce all'immancabile pacca sulla schiena. Come fai ad arrabbiarti davvero con degli amici? Possiamo contarle sulle dita di una mano le volte che il sorriso consolatorio e l'amichevole pacca l'abbiamo distribuita noi, ai fratelli crociati.
Eppure... Eppure nessun tifoso doriano che abbia tempo e modo rinuncerebbe volentieri a questa trasferta. Anche se in cuor suo sa già che probabilmente tornerà a casa con zero punti in saccoccia. Zero punti, ma un sorriso nel cuore.
In un calcio che è cambiato nei decenni ma non è, purtroppo, cambiato nei suoi peggiori vizi, come il sabato sera romano dimostra ampiamente, solo una «mosca bianca» del pallone nostrano continua ostinatamente ad andare controcorrente: e questa è la sfida tra Parma e Doria.
Il calcio che tutti vorremmo è qui. E' il calcio che dovrebbe essere, il calcio dei bambini, delle famiglie e delle sciarpe scambiate. E sì, anche il calcio degli ultras. Quelli veri, però: quelli che cantano e ritmano i loro cori, che colorano lo stadio e danno voce a uno spettacolo inimitabile. Senza odio, coltelli o pistole. Senza esasperazioni. Come stavolta. Come sempre in Parma-Doria.
E se per l'ennesima volta abbiamo perso, chissenefrega...

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