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PALERMO

Evase dal carcere di Parma: ora fugge anche da Palermo

Valentin Frrokaj, ergastolano albanese, ha spezzato le sbarre e si è calato con un lenzuolo

07 maggio 2014, 19:15

Evase dal carcere di Parma: ora fugge anche da Palermo

Un albanese di 36 anni detenuto dopo una condanna all’ergastolo per omicidio è fuggito dal carcere Pagliarelli a Palermo. Avrebbe spezzato le sbarre della cella e si sarebbe calato con un lenzuolo dal lato di via Regione Siciliana. Numerose volanti gli stanno dando la caccia. Si è alzato in volo anche l’elicottero. L’uomo indossa un paio di jeans e una maglietta bianca. 

L’evaso si chiama Valentin Frrokaj e non è nuovo a gesti simili. Insieme a un compagno di cella, anche lui albanese, in carcere per rapina, a febbraio del 2013 era evaso dall’istituto di pena di Parma ed era stato riarrestato a Cassano D’Adda, nel Milanese, ad agosto scorso. Frrokaj sconta l’ergastolo per l’assassinio di un connazionale. 

In merito all’evasione interviene Mimmo Nicotra, segretario generale aggiunto dell’Osapp, sindacato di polizia penitenziaria. "Il carcere di Palermo Pagliarelli - commenta - è svantaggiato rispetto ad altre strutture italiane poiché a fronte di circa 1.200 detenuti abbiamo un ammanco di circa 150 uomini della polizia penitenziaria e questo fa sì che il posto di sentinella sia scoperto. Sarebbe ora - aggiunge Nicotra - che il ministro Orlando assuma provvedimenti per la politica sbagliata degli ultimi anni portata avanti anche dall’attuale capo del Dap Giovanni Tamburino e dal vicecapo vicario Luigi Pagano. La Sicilia attualmente ha 800 uomini in meno eppure continuano ad assegnare le unità all’uscita dai corsi verso altre regioni". 

IL COMMENTO DEL SAPPE. (comunicato stampa)

“Clamorosa evasione, pochi minuti fa, dal carcere Pagliarelli di Palermo. Valentin Frrokaj, detenuto albanese condannato all’ergastolo per omicidio e fuggito lo scorso febbraio 2013 dal penitenziario di Parma, è evaso oggi dal carcere palermitano mentre era all’ora d’aria. Approfittando della mancanza del poliziotto di sentinella sul muro di cinta, si è aggrappato al muro ed è fuggito. Un evento gravissimo, per il quale sono già in corso le operazioni di polizia dei nostri Agenti finalizzare a catturare l’evaso. Queste sono le conseguenze dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della Polizia Penitenziaria, che ha 7mila agenti in meno. Non si facciano dunque volare gli stracci, ma i propugnatori della vigilanza dinamica delle carceri ovvero i vertici del Dap Tamburino e Pagano, si dimettano ammettendo la propria sconfitta".

E’ il commento di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, alla clamorosa evasione di un detenuto dal carcere di Palermo Pagliarelli.

“Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza delle carceri”, prosegue Capece. ”Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e alla maggiore apertura per i detenuti deve associarsi la necessità che questi svolgano attività lavorativa e che il personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilità derivanti da un servizio svolto in modo dinamico, che vuol dire porre in capo a un solo poliziotto quello che oggi fanno quattro o più agenti, a tutto discapito della sicurezza. Le idee e i progetti che perseguono il capo del Dap Tamburino e il vice Pagano si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati. Per questo chiediamo al Ministro della Giustizia Orlando di avvicendare i due dirigenti, commissariando provvisoriamente il DAP per poi assegnare un nuovo Capo Dipartimento”.