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COLLECCHIO

Inaugurata l'Artoteca. E il padrino è Vittorio Sgarbi

Al via il prestito di opere d'arte: le scegli, le carichi in macchina e le porti a casa

08 maggio 2014, 21:45

Inaugurata l'Artoteca. E il padrino è Vittorio Sgarbi

Si è svolto ieri a Villa Soragna di Collecchio l’atteso appuntamento all’insegna dell’arte con Vittorio Sgarbi e la duplice inaugurazione dell’Artoteca e della Sala delle Ceramiche d’Artista, iniziative presentate dal vicesindaco, Maristella Galli.
Iniziativa poco conosciuta in Italia, l’Artoteca permette al vasto pubblico di accedere al prestito di un’opera d’arte come si fa con i libri. Alla base del progetto l’idea che l’Arte, nello specifico caso contemporanea, sia per tutti: non è necessario acquistare un’opera per provare il piacere di «toccarla con mano». Così come nella Biblioteca di Villa Soragna si prendono in prestito i libri e i dvd, ora si potrà anche scegliere un dipinto, una fotografia, un disegno, tra i più di trenta esposti al secondo piano del Centro Culturale. Basta l’iscrizione alla biblioteca e, su richiesta, due opere sono a disposizione per sessanta giorni a titolo pienamente gratuito. «Il servizio viene a costar meno dell’allestimento di una mostra temporanea», dicono gli organizzatori «L’unico costo vivo per il Comune è infatti esclusivamente l’assicurazione delle opere, circa un migliaio di euro l’anno».
Le opere - ne figurano anche alcune donate direttamente dagli artisti - già sottoposte al vaglio di un apposito comitato scientifico, sono tutte «a misura» di auto. L’operazione è semplice: si sceglie, si carica in macchina e si torna a casa. L’arte è servita.
Ieri è stata inaugurata anche la nuova Sala delle Ceramiche d’Artista ed è stata presentata una scultura inedita di Riccardo Fainardi, frutto di un’importante donazione, fatta dalla famiglia Chierici di Pontescodogna. Si tratta del ritratto del giovane Guido Chierici che l’artista di Collecchio ha realizzato negli anni Quaranta in terra cruda, fino ad ora mai esposto e che è destinata ad essere conservata nella stanza delle ceramiche.
«L’idea di mettere a disposizione di un vasto pubblico, a prezzi accessibili, opere d’arte – spiega Sgarbi - era già stata presa in considerazione da me e Charlie Gnocchi un anno e mezzo fa circa ma non se ne era fatto niente. E’ un’idea da portare avanti e l’Artoteca è un punto di partenza. Speriamo però che quella a disposizione sia arte e non un peggiorativo dell’arte», aggiunge «ma di questo parlerò un’altra volta». Il riferimento all’arte contemporanea, con cui Sgarbi, ha sempre avuto un rapporto molto critico, è evidente.
Vittorio Sgarbi ha invece un legame speciale con Collecchio: invitato nel 2006 in occasione dell’inaugurazione di una mostra fotografica nella Pieve di San Prospero, ha scoperto e si è innamorato del Museo »Ettore Guatelli» di Ozzano Taro che ha ribadito essere un patrimonio d’identità e cultura da tutelare.