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alimentazione

Paolo Barilla: «Non siamo un Paese adatto agli Ogm»

«La naturalità del territorio è fondamentale per il nostro futuro»

08 maggio 2014, 20:44

Paolo Barilla: «Non siamo un Paese adatto agli Ogm»

«La naturalità del territorio è fondamentale per il nostro futuro». Se ne è detto convinto Paolo Barilla, vice presidente del Gruppo Barilla, che a Cibus ha sottolineato come la qualità percepita del made in Italy «è fatta di qualità della vita alta, vissuta con pacatezza e conoscenza. Non siamo un Paese adatto, da un punto di vista morfologico, agli Ogm - ha detto -, che invece sono ottimali per aree di grande estensione e alta chimica. Sulle colture geneticamente modificate abbiamo visto la grande perplessità dei consumatori in Italia e nell’Unione europea, poi il dibattito scientifico, e non abbiamo sviluppato un'idea contraria: come ogni cosa usata con criterio, non è da buttare via. Ma gli Ogm non sono a misura del nostro territorio», ha ribadito Paolo Barilla.
Dal punto di vista agronomico, la rotazione delle colture sembra la pratica ancora oggi tarata per il comparto primario italiano per ottenere una resa migliore per gli agricoltori, oltre a costi di produzione e a un impatto ambientale più contenuti. Per l’Italia, ha sottolineato Paolo Barilla, «io vedo il valore come nostro futuro. Attraverso la rotazione delle colture si possono avere prodotti migliori e avere terra più pulita. Il Gruppo - ha sottolineato - cerca di investire sul territorio nazionale per le forniture. Ci fa piacere utilizzare il grano italiano, ma sui cereali l’Italia non è autosufficiente. Abbiamo scelto allora la strada dell’integrazione con la parte agricola, con accordi di filiera ad hoc. Quest’anno Barilla ha firmato alcuni importanti accordi di filiera. Il primo a Bologna, assieme alla Regione Emilia Romagna e alle organizzazioni dei produttori di grano duro: riguarda 80 mila tonnellate di frumento italiano della campagna cerealicola 2013-2014. Il secondo accordo è stato firmato a Parma, con il leader nazionale dello zucchero Coprob/Italia Zuccheri, e garantisce la rotazione delle colture di anno in anno per salvaguardare la fertilità dei terreni, ottenere migliori rese, prodotti qualitativamente superiori e remunerazioni più alte per gli agricoltori. Ad aprile poi si è firmato il terzo grande accordo con Cereal Docks, il principale gruppo italiano attivo nella trasformazione di semi oleosi e cereali in farine, oli e lecitine per usi alimentari, zootecnici ed industriali. L’obiettivo di Barilla è di firmare accordi con quante più filiere e partner possibili, per creare tutti insieme un sistema agroalimentare sinergico che riduca gli impatti ambientali, migliori la sua efficienza e crei vantaggi economici per tutta la filiera».
Quest’anno il terzo bilancio di sostenibilità del Gruppo Barilla verrà presentato a Milano il 27 maggio, «insieme a quello economico, perché di pari importanza», ha detto il vice presidente. Il leader mondiale della pasta, ha ricordato infine, ha lanciato Granoduro.net, un servizio web interattivo che si rivolge ad operatori e tecnici del settore cerealicolo: grazie ad esso, si stima, verranno prodotte 80 mila tonnellate di grano duro italiano entro la fine dell’anno. L’equivalente di 500 milioni di piatti di pasta, il che significa che 2,5 milioni di italiani mangiano pasta prodotta in modo sostenibile.