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Si chiude Cibus. E ora Parma pensa all'Expo

Oltre 67mila visitatori, +12% rispetto all'edizione 2012. De Castro: "Bene la programmazione produttiva del Parmigiano Reggiano"

08 maggio 2014, 17:26

Si chiude Cibus. E ora Parma pensa all'Expo

Cibus chiude con un bilancio positivo: oltre 67mila i visitatori professionisti, +12% rispetto all'edizione 2012, con i buyer esteri che salgono di mille unità per un totale di 11mila; 2700 aziende italiane espositrici su oltre 130mila mq coperti. Lo ha detto l'amministratore delegato di Fiere di Parma Antonio Cellie, nel ricordare anche lo spazio offerto dalla 17° edizione del Salone internazionale dell’alimentazione al rapporto tra produttori alimentari e la grande distribuzione italiana ed estera.
Ancora nel solco della internazionalizzazione sarà la partecipazione della piccola, media e grande industria alimentare a Expo. "Siamo al lavoro, con Federalimentare, per l'appuntamento del 2015 a Milano e in questi quattro giorni di Cibus abbiamo ottenuto ottime risposte - ha sottolineato Cellie - non solo dalle imprese ma anche dai Consorzi di tutela delle Dop e Igp italiane e dagli enti istituzionali. Ancora prima co-organizzeremo la grande fiera alimentare di Pechino in novembre, portando - ha annunciato infine - almeno 300 imprese italiane ad esporre, grazie a alla partnership con Anuga/Fiere di Colonia e Federalimentare".


DE CASTRO: "BENE LA PROGRAMMAZIONE PRODUTTIVA PER IL PARMIGIANO REGGIANO". Il percorso del Parmigiano Reggiano, tra libero mercato, tutela comunitaria e regolamentazione dell’offerta. Questi i temi al centro del convegno, promosso dalla sezione di Parma del consorzio del Parmigiano Reggiano, che oggi nella città emiliana, sede di Cibus, ha fatto il punto sui meccanismi di tutela dei prodotti Dop e Igp e più in generale dei consorzi.
"Su questi temi ci sono due importanti novità - sottolinea Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo -. La prima è la programmazione produttiva, quindi nessun rischio che l’antitrust italiano metta in difficoltà i nostri consorzi che potranno programmare l’offerta sul mercato. Una chiave importante per gestire il sistema post quote latte che tanto preoccupava i produttori di Parmigiano-Reggiano. Secondo, c'è ora una norma che garantisce la tutela dei nostri prodotti sui mercati esteri. Possiamo dare certezze ai nostri marchi perchè gli stati membri sono ora finalmente obbligati a ritirare dal mercato i prodotti quando c'è una contraffazione".
I rappresentanti del consorzio del Parmigiano-reggiano confermano invece come sia fondamentale “continuare a puntare sulla qualità per competere sui mercati nazionali e internazionali - spiega Andrea Bonati, che guida la sezione di Parma del Consorzio -. Bene quindi il rafforzamento della politica europea a supporto delle produzioni di qualità. Servono comunque maggiori controlli”. 

Video: le interviste del TgParma al convegno del Parmigiano Reggiano