Sei in Archivio

Giustizia

Aiga: il 36% dei tribunali è pronto al Processo Telematico

L'Associazione italiana dei giovani avvocati è riunita a Parma per la prima Conferenza nazionale

09 maggio 2014, 18:04

Aiga: il 36% dei tribunali è pronto al Processo Telematico

Il 30 giugno dovrebbe entrare in vigore il Processo Civile Telematico ma l’Aiga, associazione italiana dei giovani avvocati riunita a Parma per la prima Conferenza nazionale sull'Ordinamento Giudiziario, ha condotto una rilevazione su 80 Tribunali italiani e "solo il 36% - afferma - sono pronti alla scadenza".
Nicoletta Giorgi, presidente nazionale Aiga, rileva che non sarà possibile un "avvio omogeneo" in Italia ma si deve "vincere questa sfida: il Processo Civile Telematico porterà maggiore produttività, minori costi e più trasparenza. L’impegno non grava però solo sull'avvocatura ma anche sui magistrati e il personale amministrativo".
I Tribunali che permettono il deposito del ricorso per ingiunzione, il pagamento telematico e la procedura conclusa con l'emissione del decreto sono "circa il 36%" e non il 61,43% degli 'attivatì che risulta dal Ministero della Giustizia (dati dicembre 2013), spiega Luigi Martin, curatore dello studio Aiga.
Aiga evidenzia così che per la fase di merito e il deposito "solo il 16% dei tribunali la può gestire digitalmente" (non il 37,86%) e, considerando solo il pagamento del contributo unificato e il deposito atti endoprocedimentali, sale "al 31%, dato che resta sempre inferiore al 37,86%". Poi, per l’ambito esecutivo mobiliare è "in regola" un 13% e per l’immobiliare si arriva al 16%, "molto distanti" dal 33,57% segnalato dal Ministero. E le separazioni consensuali sono possibili con il Processo Civile Telematico "solo nel 15% dei casi".