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Bambolbì

Bambini di 5 anni a fianco di ventenni. La ricetta vincente dei «calabroni» diretti sul palco da Fabio Ceci

di Cristian Calestani -

09 maggio 2014, 20:18

Bambolbì

Per loro la musica è gioco e divertimento. E’ trovarsi, anche in sessanta sul palco, senza aver fatto prima delle prove insieme. E’ seguire le indicazioni del direttore Fabio Ceci e muoversi all’unisono come un gruppo di calabroni, gli animali da cui prendono il nome. «Se ci sono stati i Beatles e in Italia i Bitols – spiega Ceci – perché non potevano esserci anche i Bambolbì dall’inglese bumblebee che significa calabrone?».
Si può partire da qui per capire la filosofia di questa orchestra tutta parmense in cui in un magico caos si trovano fianco a fianco un esercito di chitarristi, un bel gruppetto di violinisti, tastieristi e bassisti per un totale di una sessantina di elementi. L’idea è del 1999 ed è patrocinata dall’associazione culturale Arti e Suoni di Parma. «Volevo dare uno sbocco alle lezioni di musica impartite in vari paesi della provincia con Arti e suoni – spiega Ceci – e così è nato questo progetto». Con lavoro volontario – qua e là impreziosito da illustri collaborazioni – Ceci ha messo insieme un’orchestra di 60 giovanissimi musicisti.
«Il bimbo di cinque anni – spiega – si trova a suonare al fianco al ventenne. E’ un’esperienza straordinaria. Ma il bello è che non ci sono mai delle prove. Ci si allena su delle basi che preparo con la mia collaboratrice Sandra Walker, ma solo il giorno del concerto ci troviamo tutti insieme. A volte ci sono ottimi risultati, ma se questo non succede non colpevolizzo nessuno. I ragazzi hanno tanti impegni ed è giusto che si rapportino con il mondo delle note in maniera soft. La musica è certamente studio e sacrifico, ma l’obbiettivo dell’orchestra così come del campus musicale che teniamo ogni anno a Berceto è quello di far scoprire il bello di questo mondo».
Il repertorio è vastissimo: si va da Stravinsky a Paolo Conte passando per Vinicio Capossela e Cat Stevens. «Cerco di mixare ciò che ascoltano i ragazzi – spiega il maestro – con brani del passato. Quando suoniamo Cuore matto le nonne si scatenano. La verità è che oggi, a 15 anni dalla nascita dell’orchestra, il repertorio è vastissimo. Abbiamo suonato veramente di tutto». E un po’ di quel tutto è racchiuso nei tre cd fin qui realizzati dai Bambolbì. Il primo, che porta il nome dell’orchestra, è del 2005 ed è composto da trascrizioni più due inediti realizzati con Owen Gerrard. Il secondo, «Uomini fuori dal Comune», è stato registrato nello studio di Gianni Bella, contiene un inedito di Bella ed è stato il frutto di una collaborazione con la nazionale italiana di calcio dei sindaci con vendita benefica per sostenere Amref. L’ultimo, datato 2009, si intitola «Dieci anni di Bambolbì» ed è il risultato di numerose collaborazioni.
Ma a vedere l’entusiasmo del maestro Ceci e dei suoi ragazzi il bello deve ancora venire. Del resto basta un’immagine per descrivere la magica atmosfera che accompagna il ronzio dei calabroni. «Nell’orchestra i bimbi di cinque anni imparano a riconoscere le note prima delle lettere – racconta Ceci –. E così il problema diventa non tanto leggere la musica, ma leggere il titolo della canzone che stiamo per suonare».