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Donna crocifissa, l'assassino ha confessato

E' un idraulico di 55 anni. Ecco come polizia e carabinieri sono arrivati a lui

09 maggio 2014, 13:01

"Sono finito. Ormai non mi salva nessuno: sono le parole pronunciate da Riccardo Viti, 55 anni, al momento del'arresto, quando è stato bloccato da polizia e carabinieri nella sua casa di via Locchi a Firenze con l’accusa di aver violentato e ucciso Andreea Cristina Zamfir, la giovane romena trovata crocifissa.  Polizia e Carabinieri hanno perquisito stamani la sua casa dove l’uomo, non sposato, vive con i genitori. 

Adesso sono in corso anche gli accertamenti per verificare la corrispondenza dei dati biologici con le tracce del dna isolate dal Racis dei Carabinieri in alcuni precedenti casi simili, dove le vittime erano sopravvissute.
Secondo quanto appreso, si sarebbe giunti all’identificazione dell’uomo arrestato anche attraverso le indagini delle ultime ore, basate sulla sua descrizione da parte delle donne che avrebbe violentato negli scorsi anni. 

 

A Riccardo Viti gli investigatori sono arrivati anche ricostruendo tutto il percorso della sua auto, da quando ha preso a bordo la ragazza fino all’arrivo in via del cimitero di Ugnano, con le videoregistrazioni delle telecamere di sicurezza disseminate lungo il percorso. Al momento dell’arresto l’uomo aveva con sè anche il giubbotto indossato quella sera.  Le immagini hanno consentito alla polizia di ricostruire il percorso fatto la notte tra il 4 ed il 5 maggio dal Fiat Doblò grigio di Viti dal momento in cui l’uomo ha preso a bordo la prostituta nella zona del parco delle Cascine all’arrivo nei pressi della strada che si perde in mezzo ai campi di Ugnano, interrotta dalla sbarra alla quale il corpo della ragazza era stato legato. L’auto di Viti è stata trovata parcheggiata nei pressi dell’abitazione dell’uomo e sequestrata. 

Il pm Paolo Canessa sta interrogando l’idraulico non solo sull'omicidio della romena Andreea Cristina Zamfir, ma anche su tutti gli episodi di aggressione e sevizie sessuali a prostitute di cui dal 2006 ad oggi è stata fatta denuncia dalle vittime. Viti è in questura da circa tre ore. Nell’interrogatorio, secondo quanto appreso, vengono ripercorsi con l’arrestato tutti i fatti con modalità analoghe di cui Viti potrebbe essere il responsabile.
L’idraulico viene sentito al primo piano della questura dove c'è la squadra mobile. Riccardo Viti è assistito da un avvocato d’ufficio.
Proprio fuori dalla Questura c'è da questa mattina il compagno di Andreea Cristina Zamfir.  Yean Ion Manta, 36 anni, romeno, piange e appare visibilmente scosso. La coppia ha due figli, di 4 e 2 anni, che vivono in Romania con i genitori dell’uomo. 

"Sono molto felice per questa notizia" ha detto l’uomo che ha poi precisato: "Andreea Cristina non si drogava e non si prostituiva. A casa non avevamo i soldi per mangiare". "La sera in cui è morta - ha aggiunto - Cristina uscì intorno alle 22, mi disse che aveva un appuntamento di lavoro come baby sitter. Poi non l’ho più sentita, non ha più risposto al telefono e hai miei sms". "La fine di Cristina - ha detto ancora - è tutta colpa di sua madre, che l’ha abbandonata sei anni fa alla stazione come se fosse un bagaglio. Da sei anni non sa nulla di lei e adesso le interessa solo perchè è morta".

"Si prostituiva ogni tanto per dar da mangiare ai suoi due bambini e per avere soldi da inviare ai parenti in Romania" hanno invece raccontato alcuni amici della vittima del maniaco seriale delle prostitute di Firenze mentre aspettano sotto il palazzo della questura gli esiti dell’interrogatorio di Riccardo Viti.