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Prandelli, messaggio a Immobile

"Mi auguro che i giovani nell'orbita della Nazionale restino in Italia, in un campionato che dà il senso delle possibilità di un calciatore".

09 maggio 2014, 21:00

Prandelli, messaggio a Immobile
Il ct della Nazionale italiana Cesare Prandelli manda un chiaro messaggio a Ciro Immobile in un'intervista esclusiva al direttore di Fox Sports Fabio Guadagnini. "Altri nazionali che potrebbero ben figurare all'estero come Verratti? Mi auguro che restino in Italia", dichiara il tecnico di Orzinuovi nell'intervista, che andrà in onda sabato 10 maggio alle 23. E il riferimento sembra proprio al centravanti del Torino, che ha accettato un'offerta quinquennale del tedeschi del Borussia Dortmund.

Cesare, innanzitutto visto che l'Inghilterra sarà un capitolo importante per la tua imminente avventura mondiale, che idea ti sei fatto della Premier League quest'anno?
"Il campionato inglese è molto competitivo ed entusiasmante. Un campionato visto da tante persone, che trasmette molte emozioni. Negli ultimi mesi molte squadre si sono aperte a livello tattico, e il campionato è diventato uno spot per il calcio. E lì si sono viste cose interessanti"

L'Inghilterra di Roy Hodgson a quale squadra inglese assomiglia, se ci sono similitudini con qualche club?
"Hodgson sta prendendo il meglio da molte squadre, ma ha una propria caratteristica. Le sue sono squadre solide, molto equilibrate, le distanze tra i reparti sono mantenute in tutti i novanta minuti e hanno una caratterestica: lottano dal primo all'ultimo minuto con grande veemenza. Hodgson ha trovato giocatori molto interessanti, soprattutto sugli esterni, di prospettiva tecnica e resistenza. E' una squadra molto molto forte".

Se potessi nel fantacalcio prendere qualche giocatore della Nazionale inglese chi prenderesti?
"Loro hanno trovato giovani interessanti. Fino a un anno fa nessuno pensava che potessero uscire da questo campionato. Ma non prenderei nessuno per rispetto dei miei giocatori. Anche noi siamo una buona squadra".

In Liga che cosa ti ha colpito di più?
"Quello che colpisce, che è anche la caratteristica del nostro campionato, è che le prime tre squadre hanno un proprio modo di giocare. Non c'è ripetitività. Fino a qualche anno fa cercavano di ripetere il modo di giocare altrui. L'Atletico non ha copiato le altre squadre, ha valorizzato i propri giocatori"

Ci sono giocatori italiani, nell'orbita della Nazionale, che potrebbero ben figurare all'estero un po' come è capitato a Verratti?
"Io mi auguro che rimangano in Italia. Seguire i giocatori nel campionato italiano ti dà il senso di cosa può fare un calciatore. Io sono d'accordo con Carlo Ancelotti, che avuto esperienza in tutto il Mondo, quando sostiene che il limite del nostro calcio può essere lo stress. Ma è questo stress che ci allena a quello che può capitare a livello internazionale"

A proposito di Carlo Ancelotti, ti sorprende questa sua stagione da assoluto protagonista?
"Assolutamente no. Carlo è una garanzia assoluta di serietà e capacità. Lui dice sempre che l'allenatore non deve fare danni. Lui ha sempre dimostrato in tutte le squadre che ha allenato di saper valorizzare i suoi giocatori".

A tuo avviso Mourinho ha raggiunto una fase di prevedibilità?
"L'anno prossimo vedremo un calcio diverso rispetto a quello che ha proposto in questa stagione. Mourinho ha dimostrato che quando ha i giocatori adatti a fare un certo tipo di calcio può anche proporre un calcio spettacolare".

In prospettiva futura dovessi avere un'offerta dall'estero, dove ti piacerebbe allenare?
"L'estero affascina tutti, perché tutte le volte che parliamo con i colleghi che allenano all'estero, hanno un sorriso che noi abbiamo un po' dimenticato. Dicono sempre che c'è la possibilità di poter avere una vita privata e di poter fare allo stesso tempo il lavoro che ti piace. Forse in Italia c'è troppa pressione. Anche io un giorno sogno di vivere questa
esperienza".

Qual è la prima cosa da fare per dare una svolta positiva al calcio?
"Forse abbiamo toccato il fondo. Dovremmo cercare di replicare il modello inglese. I protagonisti devono essere il gioco, gli spettatori tutti. La cosa bella della finale di Coppa Italia è stata che le due squadre in campo hanno giocato un gran bel calcio, senza farsi condizionare. C'è stato un forte senso di responsabilità da parte di tutti i giocatori".

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