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SALSOMAGGIORE

Blitz della Finanza al Baistrocchi. Un altro giorno di ispezioni

Finanzieri interessati alle buste paga dei dipendenti e ad alcuni bandi per appalti

10 maggio 2014, 21:18

Blitz della Finanza al Baistrocchi. Un altro giorno di ispezioni

Dopo essersi intrattenuti all’interno dell’istituto termale Baistrocchi per quasi tutta la giornata di giovedì, gli uomini della Guardia di Finanza sono tornati nuovamente ieri nella struttura di viale Matteotti.
E come giovedì non è trapelata alcuna indiscrezione sui motivi che hanno portato gli uomini delle Fiamme Gialle al Baistrocchi: come già riferito ieri, sarebbe ad ogni modo da escludere il collegamento con la decisione assunta nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale di Parma - proprio alcuni giorni fa - di dare mandato al commissario Gian Luca Conti di procedere alla verifica delle condizioni ed alla definizione degli atti per lo scioglimento del consorzio che comporta l’alienazione del patrimonio, immobili ed attività, ad un soggetto terzo da individuarsi con procedura ad evidenza pubblica.
Le Fiamme gialle, in questi due giorni di verifiche e controlli, avrebbero preso visione di documenti riguardanti le buste paga dei dipendenti nonché quelli relativi all’espletamento di alcuni bandi di gara effettuati nel corso degli ultimi anni.
Non ci sarebbe correlazione, come detto, tra la visita della Guardia di Finanza ed il via libera dato alla vendita dell’istituto termale Baistrocchi deciso nell’ultima seduta del consiglio comunale di Parma con i voti della maggioranza che ha creato non poca preoccupazione nella città termale, ed in particolare nei dipendenti del consorzio che con la decisione presa vedono messo a rischio il loro futuro.
Più probabile un collegamento con il recente processo che ha visto condannati in primo grado l'ex presidente e tre membri del cda.
Per il Comune di Parma la vendita del Consorzio - per il quale era stata avviata la trasformazione da Ipab a Fondazione - sarebbe necessaria per non gravare il bilancio dell’ente di piazza Garibaldi, ma secondo molti esponenti politici, tra i quali il consigliere provinciale Massimo Pinardi e l’ex sindaco di Salsomaggiore Giovanni Carancini, la vendita penalizzerebbe fortemente una struttura importante per tutto il settore turistico-termale salsese e non darebbe garanzie ai dipendenti. Sulla vicenda sono intervenuti anche i sindacati che, temendo negative ricadute occupazionali, hanno richiesto come l’eventuale vendita debba salvaguardare i dipendenti e la vocazione termale curativa dell’attività svolta non potendo prescindere inoltre da un confronto con le parti sociali.