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intervista

Bucci sicuro: «A Torino dovremo saper soffrire»

«I granata non mollano mai fino oltre il 90'. Speriamo di ripetere il risultato dell'andata»

di Paolo Emilio Pacciani -

10 maggio 2014, 20:09

Bucci sicuro: «A Torino dovremo saper soffrire»

Sei stagioni in granata non si dimenticano. Quella maglia ti resta appiccicata addosso anche se altre e ancora più intense esperienze ti legano a un'altra città. Il Torino, come poche altre squadre, ti resta dentro. Luca Bucci non fa eccezione. E per quanto il suo cuore sia e resti gialloblù crociato, non può rinnegare il suo passato. Un passato che domenica gli si parerà davanti in una partita che deciderà la stagione tanto del Parma quanto del Torino. All'Olimpico il preparatore dei portieri del Parma ci andrà con le stampelle, perchè è fresco reduce da un intervento chirurgico. «Mi sono operato per risolvere un problema al calcagno, una degenerazione che poteva portare alla rottura del tendine di Achille. Ho scelto di fare adesso questo intervento in modo da essere in grado di calciare per l'inizio del ritiro estivo».

Domenica vi giocate la stagione in 90'.
«Diciamo che ce la giochiamo in 180', visto che poi dovremo comunque vincere anche contro il Livorno. Però è chiaro che a Torino non abbiamo alternative alla vittoria, perché anche in caso di pareggio saremmo tagliati fuori dall'Europa League».

Lei conosce bene Torino. Che ambiente troverete?
«Conosco bene la piazza per come era qualche anno, non so se le cose siano cambiate. Ma da quanto ho visto nella partita con il Genoa direi proprio di no. Il Toro e i suoi tifosi non mollano mai fino al 94'. La loro storia è piena di rimonte impossibili, di partite ribaltate e vinte. Io stesso sono stato protagonista della partita che più di ogni altra è rimasta nel cuore dei tifosi granata: il derby con la Juventus che abbiamo pareggiato 3-3 dopo aver chiuso sotto 3-0 il primo tempo. In quell'ambiente capitano cose strane, incredibili. Di sicuro sarà tutto complicato per noi e pericoloso da un punto di vista sportivo».

Ogni volta che lei torna a Torino raccoglie sempre applausi.
«Vero. La gente mi apprezza per come mi sono comportato. Ho sempre dato il massimo e mi sono trovato molto bene a Torino. Tutte le volte che torno ricevo cenni di ringraziamento».

La ciliegina sulla torta l'ha messa l'8 febbraio del 2006, quando con la maglia del Parma in casa della Juventus, sull'1-1, Del Piero tirò un rigore molto dubbio sulla traversa. Lei si girò e fece il famoso «salame» alla curva bianconera. I tifosi granata non lo scordano.
«Sì, può darsi che anche quell'episodio abbia contribuito, ma credo che mi apprezzino per quello che ho fatto con la maglia granata. E poi i tempi sono diversi, la Juve non è più quella di Moggi. Oggi è una società seria e che va rispettata e ammirata».

Torniamo al match di domenica. Rispetto all'andata cosa cambierà?
«Spero che non cambi il risultato. Quella del Tardini fu una partita strana, con il Toro subito in vantaggio e poi vicino al 2-0. Dopo di che è iniziata la nostra rimonta e abbiamo vinto bene. In ogni caso mi aspetto una partita molto difficile perché il Toro gioca bene e sfrutta il contropiede con i suoi attaccanti molto veloci».

Sarà anche la sfida fra Immobile e Cassano, due che aspirano ad un posto in azzurro per i Mondiali.
«Vero. Gli occhi di tutti sono sempre per gli attaccanti, ma io sono convinto che ogni singolo giocatore sarà decisivo per vincere la partita».

Sotto la sua guida Mirante è riuscito ad entrare nel giro della Nazionale. Andrà in Brasile secondo lei?
«Antonio negli ultimi due campionati è stato senza dubbio il portiere dal rendimento più alto e più costante e secondo me merita la convocazione. De Sanctis ha rinunciato all'azzurro e Marchetti non gioca nella Lazio. Non so cosa succederà, deciderà Prandelli ma so che lui accetterà con serietà ogni decisione del cittì».

Come procede la maturazione di Bajza?
«Molto bene. E' arrivato l'anno scorso e sono contento della sua evoluzione. E' un portiere molto bravo che dovrà fare un percorso di maturazione e può arrivare ad un ottimo livello. Ho cercato di farlo migliorare senza avere la presunzione di poterlo stravolgere».

Cosa avete in mente per lui? Resterà a fare il dodicesimo o lo manderete a giocare in qualche altra squadra?
«Se Mirante resterà, credo che lo manderemo in un squadra dove possa giocare con una certa continuità e proseguire nel suo percorso di maturazione. Potrà ottenere grandi soddisfazioni anche lui se continua su questa strada».