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ISTITUTO TOSCHI

Intorno al bello e al vero, tra passione e ragione

Spettacolo del corso di regia teatrale

di Claudia Cattani -

10 maggio 2014, 21:25

Intorno al bello e al vero, tra passione e ragione

Cosa può dirsi Arte, se non l’assidua e incessante ricerca del Bello? Ma cosa sia il Bello, come definirne l’essenza, e come effettivamente i principi dell’armonia e della proporzione possano da soli bastare alla definizione di Arte è, da sempre, il perno attorno cui ruota la teoria e la pratica dell’arte stessa.
Proprio per l’eternità di queste domande, e per le mille sfaccettature delle risposte possibili, questi principi hanno ispirato una suggestiva performance teatrale che ha preso forma tra le luci e le ombre della Gipsoteca dell’Istituto d’Arte «Toschi», dove figure ammalianti hanno accompagnato i visitatori alla scoperta delle opere e dei temi cardinali della ricerca artistica. La costante lotta tra il bello ideale degli antichi e il vero della natura, tra il moto delle passioni e l’organizzazione razionale delle forme, ha fatto da sfondo alla vicenda biografica dello scultore salsese Cristoforo Marzaroli, morto nel 1871 a soli 35 anni per tisi. Accanto ai calchi delle opere antiche, dalla Nike di Samotracia al celebre Ermafrodito, vicino a Lorenzo Bartolini e Antonio Canova anche due opere di Marzaroli hanno potuto esprimersi nelle parole degli attori. Sono La strega e La nostalgia, l’una emblema del sublime anticlassico, l’altra avvinta dalla bellezza che ne immobilizza i tratti. Tra questi due estremi Marzaroli prende voce, si strugge di passione, si consuma nella ricerca: la performance termina con un lamento di follia. Gli spettatori escono di scena, torna il buio in Gipsoteca e si ha la sensazione di aver scoperto un tesoro. Un plauso sincero agli allievi della VA Discipline dello Spettacolo e alla docente Mariangela Dosi che ha realizzato lo spettacolo nell’ambito del corso di Regia Teatrale.