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"La camorra protegge noi ultras"

12 maggio 2014, 16:20

Viaggio nel mondo degli ultras del Napoli. 'La Stampa' ha realizzato una lunga intervista a Mimmo, 39enne di Secondigliano da 23 anni nei Vecchi Lyons, uno dei gruppi storici della curva A del San Paolo ("Quella degli ultras, che non sono tifosi. Quelli vanno in curva B. Noi non siamo tifosi, siamo l'anima del Napoli").

"Noi Leoni, come tutti gli altri ultras - spiega Mimmo - non paghiamo per entrare al San Paolo. Niente biglietto e niente tessera del tifoso. Non per risparmiare, ma perché tanti di noi sono schedati dalla polizia e quindi non possiamo dare i nomi".

Il vero ultrà azzurro, prosegue, "entra allo stadio gratis, grazie a un favore di qualcuno all'ingresso oppure scavalcando i cancelli". Inoltre non prende soldi dal club per le trasferte o per le coreografie: "Ci muoviamo autonomamente con i nostri mezzi di proprietà, e gli striscioni ce li paghiamo noi. Perché non vogliamo essere controllati e vogliamo gli slogan che piacciono a noi. Quindi ci arrotoliamo lo striscione intorno al corpo, sotto i maglioni, così se qualche steward o poliziotto ci vuole perquisire non se ne accorge".

Ci sono poi i Mastiffs, i 'Mastini', proprio il gruppo di Genny 'a Carogna. Con la 'Stampa' parla uno di loro, Totò: "Ero noto come Totò 'o Criminale, ma ora ho messo la testa a posto e non ho più guai con la legge. Faccio il parcheggiatore abusivo, a 26 anni è un impiego che rende. Ci campiamo in tre: io, mia moglie e una bambina di 2 anni. Extracomunitari? Non esiste proprio, siamo solo noi e per questo dobbiamo ringraziare il sistema".

E cosa sia questo 'sistema' è presto detto: "La camorra. Ci protegge nel lavoro e anche allo stadio. Infatti se qualcuno di noi sbaglia e viene arrestato il sistema paga pure l'avvocato".

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