Sei in Archivio

INIZIATIVA

A lezione di italiano: porte aperte agli stranieri

Studenti e lavoratori animatori di corsi gratuiti: «Un servizio bello e utile per tutti, anche per noi»

di Beppe Facchini -

12 maggio 2014, 19:54

A lezione di italiano: porte aperte agli stranieri

Trovare un lavoro, iscriversi a scuola, superare gli esami universitari o semplicemente avere meno difficoltà al supermercato: ecco le ragioni che da più di due anni spingono tanti stranieri a sedersi in cerchio praticamente ogni giorno, davanti a una lavagna, nella scuola di italiano di borgo Tanzi.
Una scuola decisamente diverse dalle altre, perché completamente gratuita e perché a tenere le lezioni ci sono dieci insegnanti di ogni età (nove sono ragazze), studenti e lavoratori, che dedicano due volte alla settimana un’ora e mezzo della loro giornata per «un servizio veramente bello e utile per tutti, anche per noi», fa notare Rosa Di Fonzo, impiegata di 43 anni originaria di Trani, laureata in lettere. Ad ArtLab, lo stabile occupato da un gruppo di studenti universitari dal 2011, tutti la chiamano maestra. O almeno, tutti i quasi trenta stranieri iscritti ai corsi di italiano, con lezioni sia di mattina che di pomeriggio, organizzati in tre livelli: A0, quello base, A1 e A2. «Ogni anno prepariamo i programmi, e una volta alla settimana ci incontriamo per fare il punto della situazione. Stiamo anche pensando di fare l’esame per ottenere l’abilitazione all’insegnamento per stranieri», spiega ancora Rosa, seduta al fianco di Arianna Messina, 28enne siciliana laureata in biologia biomedica, che aggiunge: «Oltre a lezioni frontali, facciamo esercizi o conversazioni in italiano e qualche volta diamo i compiti a casa. Ogni tanto usiamo anche testi di canzoni per le analisi grammaticali o andiamo al cinema per guardare un film e poi parlarne in classe».
Tutto a proprie spese: volontariato e autofinanziamento, infatti, sono le parole d’ordine per chi porta avanti una scuola che ha fatto del passaparola tra stranieri un punto di forza. «È stato un mio amico a parlarmi di questa possibilità», racconta ad esempio Hamza, marocchino di 21 anni, in Italia con l’obiettivo di trovare un lavoro, magari come saldatore. Mentre il connazionale Salah sogna di diventare panettiere e la 25enne moldava Ludmila di inserirsi meglio in una città nella quale vive da appena due mesi. In passato ci sono stati iscritti provenienti anche da Sud America e Asia, mentre fra le attività della scuola non vanno dimenticate le rituali feste di fine anno, le domeniche a base di pietanze multietniche e gli aperitivi del mercoledì per trascorrere altro tempo insieme, in nome dell’integrazione.