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ROCCABIANCA ZIBELLO

Incendi nella Bassa, doppio mistero

I carabinieri cercano testimoni

12 maggio 2014, 20:45

Incendi nella Bassa, doppio mistero

Proseguono senza sosta le indagini volte a fare luce sui due roghi che, venerdì sera, hanno interessato la Bassa Ovest. I due incendi si sono verificati entrambi poco dopo le 21. Secondo i primi accertamenti effettuati, il primo in ordine cronologico ha colpito e distrutto la sede della associazione «Baracca Dolce Relax» a Pieveottoville; il secondo, poco più tardi, il podere «Boscone» di Roccabianca. Tenuta, questa, da tempo disabitata ma appartenuta al nonno del grande scrittore Giovannino Guareschi.
Oggi di proprietà di un agricoltore di Polesine, molto conosciuto e stimato in zona, la tenuta ha subito ingentissimi danni. Il fuoco si è divorato oltre 300 rotoballe di fieno e paglia, ha distrutto un grande fienile, una storica stalla, alcune barchesse (non comunicanti col fienile, ma poste a brevissima distanza) e ha in parte interessato anche la casa colonica. Lungo e difficoltoso è stato, il lavoro, sul posto, per i vigili del fuoco intervenuti, con più squadre, da Parma e da Fidenza.
E super lavoro è stato anche per i carabinieri della compagnia di Fidenza, e in particolare per quelli delle stazioni di Roccabianca, San Secondo e Zibello, intervenuti sui due roghi, secondo i rispettivi territori di competenza. Le cause dei due fatti sono tuttora al vaglio degli inquirenti, che mantengono un rigoroso riserbo sulla vicenda.
Fin dall’inizio ha preso piede l’ipotesi degli incendi dolosi e questa è, tuttora, l’ipotesi più quotata e anche pla iù probabile. Gli inquirenti cercano persone, o testimoni, che possano fornire qualsiasi elemento utile alle indagini (chi fosse appunto in grado di dare la propria collaborazione, anche in forma anonima, è pregato di rivolgersi al 112 o alle stazioni carabinieri di Zibello e Roccabianca) e lavorano sugli elementi che hanno attualmente a disposizione.
Nel frattempo, in tutta la Bassa Ovest, per tutto il fine settimana non si è parlato d’altro. La gente si pone molte domande. Partendo dall’ipotesi più probabile, quella appunto del dolo, ci si chiede se la mano possa essere stata la stessa per entrambi i fatti (e vista la vicinanza di orario è probabile) e ci si chiede il perché di azioni di questo tipo. I due luoghi, almeno in apparenza, non hanno nulla in comune, nessun legame (se non quello della vicinanza geografica): e questo non fa altro che tingere di «giallo» questo doppio mistero che ha sconvolto la Bassa Ovest.P.P.