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la polemica

Festa antiproibizionista, l'Udc: "Dai 5 Stelle pessimo esempio"

Pellacini e Santi: "Atteggiamento diseducativo. Continua la deriva relativistica della Giunta"

13 maggio 2014, 17:52

Festa antiproibizionista, l'Udc:


"L'Udc di Parma già da tempo ha messo in guardia la cittadinanza tutta dalla pericolosissima deriva relativista di cui è affetta l'attuale amministrazione comunale guidata da Federico Pizzarotti e dalla maggioranza a 5 Stelle che lo sostiene. Tale china scivolosa sembra però oramai inarrestabile. Il patrocinio del Comune di Parma alla festa antiproibizionista che promuove la depenalizzazione della droga è solo una nuova e inquietante tappa di questo nefasto e diseducativo percorso." A dirlo sono Giuseppe Pellacini, Segretario provinciale Udc
e capogruppo Udc in Consiglio Comunale, e Glauco Santi,  relazioni Udc-mondo cattolico Emilia Romagna.

Che continuano così il loro attacco alla Giunta Pizzarotti. "Abbiamo più volte sostenuto che l'attuale amministrazione comunale stia forzando il dettato costituzionale e questa ulteriore sciagurata decisione filo-aantiproibizionista non ne è che una triste conferma. Tra l'altro rappresenta ancora una volta unar posizione puramente ideologica e lontana mille miglia dalla realtà. Coloro che lavorano infatti sul campo come le comunità di recupero per tossicodipendenti, il Ceis di Don Picchi o la comunità di San Patrignano di Muccioli, solo per fare alcuni esempi, hanno sempre sostenuto con forza l'importanza che lo Stato attui misure di deterrenza e sanzionatorie al fine di indirizzare e scontare la pena, in alternativa al carcere, presso comunità di recupero con un percorso di disintossicazione, di avviamento al lavoro e di educazione a valori forti in un ambiente protetto che possa realmente essere di aiuto a volontà spesso fragili o ulteriormente indebolite dall'uso delle sostanze stupefacenti. Tali persone vanno aiutate e non abbandonate a sè stesse. Il tentativo fatto tradizionalmente dal mondo radicale di paragonare il proibizionismo, applicato negli Stati Uniti fra il 1919 e il 1933 in cui venne messo al bando l'alcool, ad altri settori, come la droga, non regge. Nessuno di noi infatti affiderebbe la conduzione di un autobus pubblico o di un aereo di linea a una persona che faccia uso di stupefacenti! Un ente pubblico sui valori non può essere neutrale, le leggi hanno un potentissimo impatto educativo. Lo conferma il fatto che il primo a Parma a prendere una posizione immediata e pubblica sulla vicenda è stato il preside di un importante liceo cittadino come lo è il Romagnosi. La depenalizzazione della droga porta a un incremento del suo consumo, specialmente fra le fasce più deboli che sono i giovani, specialmente gli adolescenti e i loro genitori che si troveranno senza tutela e aiuto da parte dello Stato. Questa pericolosa deriva relativista e radicale dell'amministrazione a 5 Stelle di Parma rappresenta quindi un pessimo esempio, fortemente diseducativo, proprio per le nuove generazioni. Lo stesso giudice Borsellino sosteneva che la legalizzazione della droga non avrebbe danneggiato minimamente la criminalità organizzata e che sarebbe rimasto comunque il mercato clandestino, sia perché i minorenni non potrebbero accedere al mercato legale,(teniamo presente che ad esempio la cannabis, su cui oggi vi è una forte attenzione mediatica, è soprattutto consumata dalle fasce giovanili della popolazione), sia perché ci sarebbe un numero notevole di persone che continuerebbe a non gradire di essere identificata nell'eventuale acquisto in farmacia, e quindi continuerebbe a rivolgersi al mercato illegale. Lo stesso Santo Padre Francesco ci conforta in questa presa di posizione e ha detto recentemente a un gruppo di pellegrini della comunità di San Patrignano a Roma: "No ad ogni tipo di droga!". Più chiaro di così. Speriamo che anche a Parma vengano ascoltate queste autorevoli parole."