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AGRICOLTURA

Centro agroalimentare: controlli estesi anche ai salumifici

Il latte resta il settore principale: in un anno effettuati accertamenti su 63 mila campioni

di Mara Troni -

14 maggio 2014, 14:08

Centro agroalimentare: controlli estesi anche ai salumifici

Si è svolta, nei giorni scorsi, all’Hotel San Marco di Pontetaro, l’assemblea dei soci del Centro agroalimentare. Renato Mondi, presidente del Centro, ha illustrato l’attività svolta dal centro, focalizzata sull’autocontrollo igienico-sanitario degli alimenti rivolto a diverse attività produttive e commerciali tra cui anche alcuni salumifici. I “pacchetti alimentari” rappresentano, infatti, una forma di assistenza tecnica in aumento e sulla quale il Centro, in futuro, si concentrerà, mentre nell’anno appena concluso sono stati presi in esame 63.000 campioni di latte e altrettante matrici per un totale di 362 mila analisi.
L’andamento economico del comparto lattiero caseario e del mercato del formaggio parmigiano reggiano sono stati al centro del dibattito. «La commercializzazione del parmigiano continua a restare in sofferenza nonostante alcuni segnali di ripresa nella seconda metà del 2013 - ha precisato Mondi -: ci auguriamo che il tetto massimo della produzione annua fissato dal Consorzio di tutela attraverso le quote formaggio aziendali in 3milioni e 250 mila forme associato all’aumento dell’export, possano contribuire in maniera decisa al rilancio del prezzo all’ingrosso».
L’attività del Centro, che si concentra sulle analisi e la sperimentazione, ha ricordato Mondi, per continuare ad essere punto d’eccellenza all’interno del comparto lattiero caseario della provincia di Parma ha necessità di auto finanziarsi in maniera equa. «La sospensione di ogni forma di aiuto pubblico, avvenuta nel 2011, insieme all’elevato numero di caseifici aziendali che attuano un solo campione di latte di stalla, sono fattori limitanti per l’attività del Centro», ha ricordato Mondi. Nei prossimi anni, quindi, il centro dovrà pensare ad una nuova politica dei prezzi per i servizi resi in modo da mantenere al meglio e in modo autonomo i propri compiti statutari. Nota dolente, resta la ricerca di una sede idonea a fronteggiare la cospicua mole di lavoro. «Sono state prese in considerazione diverse soluzioni, ma tutte hanno dato esito negativo» ha spiegato Mondi.