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Collecchio, un paese in rosa

Bici d'epoca, maglie storiche, e la mostra curata da Freschi e Gandolfi: cresce l'attesa per la tappa del Giro in programma il 21 maggio

14 maggio 2014, 13:59

Collecchio, un paese in rosa

Cammini per le strade di Collecchio, e ti senti immerso in una fantastica atmosfera colorata di rosa: quella del Giro, che qui farà tappa il 21 per la partenza della frazione fino a Savona.
E' già grande l'attesa, anche tra chi non è propriamente appassionato delle due ruote. Ma il Giro è un avvenimento talmente esaltante, da coinvolgere anche chi la bici la usa per diporto, o per portare a spasso il nipotino.
Lo capisci soprattutto osservando le vetrine dei negozi, tutte rigorosamente colorate di rosa, con palloncini e fiocchi, e qualche albero del centro, anch'esso avvolto con il colore simbolo del Giro.
Ma è anche un viaggio nella memoria: in parecchi negozi sono esposte biciclette d'epoca; in altre le maglie storiche, dalla Salvarani alla Scic, dalla Molteni alla Faema, che rinverdiscono ricordi di grandi campioni ed altrettante imprese passate alla storia dello sport.
E' la stessa atmosfera che abbiamo assaporato - ma la potremo gustare ancora sabato fino alle 22 - visitando all'ex salumificio Verdi la mostra «Emozioni in rosa», curata da Alessandro Freschi e Paolo Gandolfi: un viaggio tra immagini, cimeli, quadri non soltanto del Giro e di conseguenza del ciclismo, ma anche della Virtus Collecchio, la società che si è assunta il pesante ma al tempo stesso bellissimo onore e onere di portare la corsa rosa a Collecchio.
In numerose sezioni monotematiche è possibile rivivere la storia di uno dei sodalizi più importanti nel ciclismo parmense; emozionarsi davanti alle imprese di Vittorio Adorni; rivivere la storia di tutte le tappe del Giro nel parmense; ammirare la fatica dei grandi scalatori; ricordare grandi sponsor; immergersi nelle recenti imprese di Moser, Saronni, Cipollini; ammirare Pantani; riscoprire, attraverso innumerevoli figurine, quei gregari simbolo di fatiche e sudore, con migliaia di chilometri nelle gambe; applaudire con la forza del ricordo tutti i corridori professionisti parmensi.
Questa atmosfera rosa ci ricorda che Collecchio è un paese legato al ciclismo, sia quello professionistico sia quello dei dilettanti sia quello amatoriale.
Qui negli anni Sessanta corse per la Virtus anche Casalini, prima di passare professionista con la Legnano: si ritrovava per gli allenamenti con Adorni, Armani, e Gualazzini. poi diventati alfieri di quella Salvarani che era allora la squadra più popolare dello sport parmense; qui negli anni Cinquanta venne a correre anche Fausto Coppi, e si assieparono in dodicimila per ammirarlo sul circuito del mulino dei Notari, che da allora divenne il «circuito degli assi», quj nel '91 partì la cronometro del Giro fino a Langhirano vinta da Gianni Bugno.
Ma la popolarità del ciclismo in queste terre è legata soprattutto al mondo dei dilettanti e dei ciclomatori. Qui ogni anno arrivano da tutta Europa per partecipare al trofeo Edil C e alla Coppa Collecchjo, due delle corse più importanti nel mondo di chi vorrebbe affacciarsi al professionismo; qui ogni anno un cicloraduno ricorda Emilio Pinelli, scomparso in una assurda tragedia durante una volata; qui ogni frazione e ogni azienda aveva la sua bella squadra cicloturistica.
Tanto amore per il ciclismo è merito indubbiamente della Virtus, la società fondata nel 1955 e da allora diventata un simbolo dello sport collecchiese. Nomi come quelli di Nicandro Gelati, Genesio Galloni, Aimo Fantuzzi, Franco Manghi, Sergio Caselli, Leonardo Levati, Gianni Dravelli, Gino Martinelli ci fanno viaggiare in una passione che l'attuale presidente Stefano Risoli e Corrado Cavazzini (tra i principali artefici del Giro a Collecchio) rinverdiranno il 21 maggio.