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San Leonardo

Quel Centauro gentile che coccola il quartiere

di Gastone Giulietti -

14 maggio 2014, 13:57

Quel Centauro gentile che coccola il quartiere

Sono passati più di trenta anni da quando le sorelle Patrizia e Antonella Rainieri, assieme ai mariti Elisio e Fabrizio, decisero di costituire una società per operare nel settore dei servizi aperti al pubblico. Acquistarono il preesistente «Bar Centauro» a Parma in via San Leonardo ristrutturandolo completamente.
Decisero di mantenere il nome perchè, per anni, era stato luogo di ritrovo dei tanti motociclisti che provenivano a Parma dalle più diverse zone dell'Emilia e del Nord Italia.
Mentre però, il mitico Centauro, mezzo uomo e mezzo cavallo, era, secondo le leggende, irascibile e addirittura violento, insomma cattivo, i gestori dell'esercizio, all'opposto, hanno fatto della gentilezza, la base sulla quale costruire il rapporto con la clientela che varia a seconda degli orari di apertura del bar.
Fu un immediato successo che continua, giorno dopo giorno, tanto con i clienti storici che con i nuovi arrivati.
Durante le diciannove ore di apertura si alternano, quasi con metodiche da turnisti, clienti dei quali, a seconda degli orari e del tipo di ordinazione, si possono indovinare le professioni; nel primissimo mattino, quando è ancora la luna al illuminare la città, operai ed impiegati, a volte ancora insonnoliti, per brevi soste prima di affrontare la fabbrica o il luogo di lavoro.
A mattino più inoltrato arrivano, quasi festosi, i residenti che, assieme a cappuccino e brioches, amano scambiare due chiacchiere e commentare le notizie appena apparse sulla «Gazzetta». Prima di mezzogiorno il bar pare trasformarsi, vestirsi a nuovo e appaiono in bella mostra sul banco stuzzichini di ogni genere con salse che solleticano il palato ed invitano ad uno dei numerosi aperitivi consigliati dai gestori.
Nella saletta ristorante, infine, appaiono sui tavoli, menù sorprendenti - trattandosi pur sempre di un bar – con indicazione di primi e secondi ed in particolare di salumi scelti con cura, uno ad uno, dai titolari, borghigiani di origine.
Nel pomeriggio ennesimo cambio d'abito: entrano i giocatori di carte, che tra una briscola ed un tressette assaggiano un bicchiere (e a volte non solo uno) di «quello buono» scambiandosi segni muti e, a volte, accuse di «non saper giocare»!
E a questo punto arriva finalmente il momento del meritato riposo? Niente affatto.
Dopo cena in tanti si ritrovano, magari per assistere alle partite di calcio in TV ed i commenti, le imprecazioni, le discussioni tra opposte tifoserie sono infinite.
Sempre nel limite della correttezza e della massima educazione grazie alla infinita pazienza di Antonella, Patrizia, Efisio e Fabrizio, pazienza che è diventata proverbiale tanto che, dopo sei lustri di attività, per i titolari del Bar Centauro, originariamente di Borgo San Donnino, è stato coniato l'appellativo di «cittadini onorari di San Leonardo».
La qual cosa, a detta dei residenti, equivale ad uno «ius soli» conquistato sul campo.