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Cassazione: Fabrizio Corona "incline a violare ogni regola vita civile "

Le motivazioni per la conferma della sorveglianza speciale per l'ex fotografo

15 maggio 2014, 19:59

Cassazione:  Fabrizio Corona

(ANSA) - ROMA, 15 MAG - La vita lavorativa di Fabrizio Corona - l’ex fotografo condannato per vari reati a 15 anni di reclusione e detenuto nel carcere milanese di Opera - era scandita da "numerosi e cospicui precedenti penali" e "caratterizzata da frequentazioni criminali e da atteggiamenti fastidiosamente inclini alla violazione di ogni regola di civile convivenza" per questo deve essere confermata la misura di sorveglianza speciale disposta a suo carico dalla Corte di Appello di Milano nel maggio 2013. Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza 20347 depositata oggi.
Nel loro verdetto che attesta la "pericolosità sociale" di Corona, i supremi giudici rilevano come il "modus vivendi" dell’ autore dei 'foto-ricattì - ai danni di calciatori e vip - fosse "caratterizzato dalla ricerca ad ogni costo di facili (ed illeciti) guadagni e da condotte prive di scrupoli volte ad accaparrare risorse da investire in un tenore di vita lussuoso e ricercato". Senza successo, Corona ha sostenuto in Cassazione che i reati che gli erano contestati "hanno avuto un valore patrimoniale minimo, come ad esempio la spendita di monete false per 200 euro in una occasione e di meno di cinquemila in un’altra occasione" e che non erano così gravi da giustificare la misura di prevenzione fissata in un anno e sei mesi.
In proposito la Suprema Corte ha ricordato a Corona che i suoi reati non sono di poco conto dal momento che si tratta di "estorsioni, ricettazione e spendita di carta moneta falsificata, reati fallimentari, evasioni fiscali, recenti denunce per truffa".