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CITTADELLA

Una casa aperta a tutti. E piena di speranza

di Chiara Pozzati -

15 maggio 2014, 09:14

Una casa aperta a tutti. E  piena di speranza

Quartiere Cittadella è la loro «terra di missione». E nelle stanze della graziosa villetta di via Papa Giovanni XXIII accolgono tutti. Passi in un giardino sbocciato e ti accorgi che attorno alla Piccola comunità apostolica gravitano giovani coppie, adolescenti, bimbi e famiglie. Crocevia di storie, volti, umanità per chi si spende per questo spicchio di Parma.
Non sono suore, anche se hanno preso i voti, ma donne autentiche che scelgono di vivere il Vangelo sulle orme di Giovanna Spanu. Già, la «mamma» della Piccola comunità apostolica, che per prima ha colto il valore della famiglia spirituale costruita attorno all’allora parroco don Bruno Folezzani.
Una famiglia numerosa, quella che trova casa nel Cittadella, composta dalle sette consacrate, da alcune coppie di sposi, da giovani che scelgono di fare del Vangelo la vita di tutti i giorni. In tutto sono una trentina di persone. Una costola distinta dalla parrocchia dello Spirito Santo – circa settemila anime – che è un avamposto di speranza per il quartiere.
«Non siamo sante, nemmeno alieni per carità – spiega una raggiante Ilaria Bianchi, insospettabili 41anni, ex geometra e ora «custode» della comunità e soprattutto degli scritti di Giovanna Spanu -. Semplicemente abbiamo scelto di vivere concretamente la Parola». Nata in piazzale Maestri, non si è allontanata poi tanto dalla casa che l’ha vista crescere, «ma di “chilometri” spirituali e personali ne ho macinati parecchi», ci scherza su.
Un fratello e due nipoti, Ilaria è lo specchio di quella «gioia diversa» che l’aveva affascinata quando ha conosciuto la Spanu. «Mi sono diplomata, ho fatto geometra, ero fidanzata, ma sentivo che mancava qualcosa», dice con un pizzico di timidezza. Per chi ci crede sentiva pulsare quella traccia d’infinito, per tutti gli altri ha stravolto la sua vita. Ad ogni modo è felice della sua famiglia allargata e anche «che questa casa continui ad accogliere chiunque voglia fermarsi per due chiacchiere, un consiglio, una riflessione o semplicemente per sentire una voce amica».
Insieme a lei siede Ilaria Mazzoli: professoressa di lettere ha maturato profondi studi in teologia. Basta sentirla parlare per accorgersi che chi sperimenta la quotidianità in questa piccola comunità apostolica, vive una profonda esperienza di amore: «Perché di un vero e proprio innamoramento stiamo parlando – va dritta al sodo la Mazzoli -. Di Gesù in primo luogo, ma anche del prossimo».
Ecco perché il quartiere considera la loro casa un avamposto di speranza.