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Brasile 2014, città in rivolta

16 maggio 2014, 18:20

Brasile 2014, città in rivolta
A 28 giorni dall'inizio dei Mondiali, ricomincia in Brasile l'offensiva dei movimenti antigovernativi, che protestano per il costo della rassegna iridata (11 miliardi di dollari). 
 
Decine di migliaia di persone sono scese nelle strade di Belo Horizonte, Brasilia, Manaus, Porto Alegre Rio de Janeiro e San Paolo, sedi delle partite dell'imminente coppa del mondo al via il 12 giugno. 
 
Circa 5mila membri del Movimento dei senzatetto di San Paolo hanno incendiato diversi copertoni di auto e marciato alla volta dello stadio Arena Corinthias, che ospiterà la partita inaugurale tra i verdeoro e la Croazia. 200 operai metalmeccanici hanno tenuto, nello stesso tempo, una manifestazione nella parte sud della città di fronte a una fabbrica mentre centinaia di dimostranti, tra cui operai e insegnanti, hanno bloccato l'arteria stradale che parte dal sobborgo di Osasco e conduce in centro. 
 
In vista della partita inaugurale i movimenti di protesta contano di radunare in piazza almeno 15.000 manifestanti. Vicino allo stadio di San Paolo è in corso un'occupazione di terreni da parte di 1.500 famiglie senzatetto: "Entro 28 giorni dovranno risolvere i loro problemi, altrimenti saranno guai", fanno sapere i capi dell'iniziativa.
 
Il clima è molto teso e nel giro di 48 ore sono stati effettuati oltre 170 arresti. I movimenti assicurano che "è solo l'inizio".

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