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Anniversario

Dalla meccanica alle biotecnologie: una scuola sempre all'avanguardia

In un volume la storia dell'istituto di via Toscana dal boom economico ai nostri giorni

di vittorio rotolo -

16 maggio 2014, 22:12

Dalla meccanica alle biotecnologie: una scuola sempre all'avanguardia

Cinquant’anni possono essere l’età ideale per fare un bilancio. Ma è anche un’età che permette ancora di progettare. Vale per gli uomini, vale a maggior ragione per una scuola. Come l’Itis da Vinci, che il suo mezzo secolo di vita lo ha trascorso nel segno di due principi cardine: valorizzazione delle giovani generazioni e capacità di innovarsi, declinata attraverso indirizzi di studio altamente specializzati ed un forte legame con le aziende del territorio.
Un’evoluzione didattica raccontata tra le pagine di «Cinquantennio Itis», il volume edito da Atelier 65 che ripercorre la storia dell’istituto di via Toscana. Partendo proprio dagli anni ‘60, quelli del boom economico. A Parma, lo sviluppo dell’industria locale e l’espansione edilizia richiedono competenze sempre più specifiche. Che l’Itis soddisfa, formando professionalità con un elevato grado di preparazione in ambito meccanico ed elettrotecnico: i macchinari e l’impiantistica civile, idraulica ed elettrica, sono il pane quotidiano per i ragazzi. Alla metà degli anni ‘80 risale invece l’istituzione del Corso di Informatica industriale, sulla scia dei moderni processi tecnologici capaci di rivoluzionare la metodologia di lavoro delle aziende, che non possono più prescindere da fattori quali precisione e rapidità.
Con l’arrivo degli anni ‘90, e su impulso dell'indimenticato preside Nicola Nucci, l’Itis da Vinci è tra i primi istituti italiani a realizzare alcuni indirizzi sperimentali legati all’istruzione tecnica, introducendo l’insegnamento delle lingue straniere a partire dalle prime classi. Nel 1995 viene istituito il corso in Tecnologie alimentari, pronta risposta all’innalzamento dei livelli di qualità, misurabile anche attraverso la differenziazione dei prodotti, di cui si fanno interpreti le aziende parmensi che operano nel settore. Parallelamente l’istituzione dell’autonomia scolastica offre all’Itis la possibilità di intensificare i rapporti con l’Unione parmense degli industriali: agli studenti più meritevoli, gli stage riservano allettanti prospettive di occupazione. Oggi il «da Vinci» guarda alle Biotecnologie ambientali e sanitarie, così come ai trasporti ed alla logistica, al centro del corso recentemente inaugurato per creare figure specializzate nella gestione del traffico merci, sempre più intenso per effetto della globalizzazione. È solo l’ultima sfida di una scuola che agli eccellenti risultati mescola le storie di quanti, sui banchi di via Toscana, si sono formati. Storie come quella di Francesca Ferri, prima ragazza parmigiana diplomatasi perito meccanico all’Itis, nel luglio 1973. O di Andrea Pontremoli, oggi amministratore delegato della Dallara. Di Mario Mordacci, dirigente alla Casappa di Lemignano, e di Alberto Campanini, tra i fondatori della Custom di Fontevivo, che esporta stampanti in tutto il mondo.