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Band di provincia

I Diskordia

I tastieristi Davide, Giorgio e Stefano si ritrovano nello studio di Baganzola. Una passione per la musica elettronica

di Giulia Viviani -

16 maggio 2014, 20:57

I Diskordia

I ruoli sono abbastanza semplici, se nelle band che più frequentemente incontriamo si trovano cantanti, bassisti, chitarristi e batteristi, qua gli elementi sono tre e stanno tutti dietro a una tastiera.
Parliamo dei Diskordia, ovvero Davide Calderoni, Giorgio Cimino e Stefano Criscuoli, tre elementi ben amalgamati e accomunati da un’unica grande passione, la musica elettronica. Poco più che ventenne il primo, quasi trentenne il secondo e cinquantenne il terzo, incarnano generazioni diverse con un’inevitabile diverso approccio alla musica, soprattutto quella degli anni a cui guardano con più interesse, gli anni a cavallo tra i decenni ‘70 e ‘80.
Già perché per musica elettronica loro intendono quella e non ciò che attualmente siamo abituati a pensare e spesso ballare (vedi alla voce techno, house, dubstep e via dicendo).
«Si tratta di un genere difficile da definire perché fortemente influenzato da altri generi, come il rock ma anche con parti orchestrali. Lo si può chiamare synth wave o retro wave spiccatamente anni ‘80 con suoni, ritmiche e atmosfere che richiamano immediatamente quegli anni».
Quella dei Diskordia è musica esclusivamente strumentale che può toccare il synth pop ma arriva anche ad atmosfere più eteree, quasi da colonna sonora ed ha tra i suoi punti di riferimento la discografia di Tangerine Dream, Jean Michel Jarre e in qualche modo anche Depeche Mode: «Abbiamo scelto un genere non facile, lo sappiamo, soprattutto per l’assenza di cantato che disorienta un po’ le persone, ma il risultato è d’impatto».
Per raggiungere il suono voluto, i tre utilizzano quasi esclusivamente sintetizzatori degli anni ‘80: «È stata una fortuna incontrarci, non solo perché condividiamo gli stessi gusti e abbiamo creato un progetto che ci appassiona, ma anche perché tutti e tre avevamo una certa strumentazione a disposizione».
A farli incontrare sono stati mercatini musicali su internet, è grazie alla rete che due operai e un artigiano della stessa città hanno condiviso idee prima e progetti poi facendo nascere i Diskordia ormai un anno fa, eppure tutti hanno e hanno avuto anche altri percorsi musicali. Cimino ad esempio viene dal rock progressivo, Calderoni porta avanti parallelamente l’attività con una band di rock demenziale (i Disastro ferroviario) e infine Criscuoli ha collezionato esperienze in ambito punk rock, ma anche con formazioni soul e blues come batterista prima e come tastierista in seguito.
«L’obiettivo adesso è di iniziare a farsi un po’ conoscere, per ora siamo quasi sempre rimasti chiusi nella nostra sala prove a Baganzola ma adesso siamo pronti, abbiamo un’ora e mezza circa di repertorio e vogliamo proporci nei vari locali. Sappiamo che il nostro genere non è molto comune, ma forse proprio per questo può rappresentare qualcosa di diverso dalle solite proposte, certo se fossimo in Germania o in nord Europa, dove apprezzano di più questa tipologia di suoni, tutto sarebbe più facile, ma vogliamo provarci comunque».

Chi sono - Il segreto? Il numero tre
Tre tastieristi, tre appassionati di musica elettronica, tre compositori. Questa è la ricetta che consente a questo gruppo di creare e proporre dal vivo brani di musica elettronica improntati al synth-pop e new wave con influenze progessive, ispirandosi a Jean Michel Jarre, Tangerine Dream, Vangelis e Kraftwerk. Info: diskordia.diskordia@gmail.com.

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