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il vino

Lo sconosciuto Barsac, nettare dai profumi unici

di Andrea Grignaffini -

16 maggio 2014, 09:53

Lo sconosciuto Barsac, nettare dai profumi unici

La Francia fra le sue tante eccellenze enoiche vanta anche una piccola area nel dipartimento della Gironda (solo il 2% dei vigneti della zona) che si fregia della definizione Sauternais, nel cui comprensorio il comune più grande è Barsac con la denominazione AOC (equivalente alla nostra DOC) di cui oggi ci occupiamo. Se i Sauternes sono celeberrimi anche per il grande pubblico, meno noti sono i Barsac. Il merito è da attribuire a una felicissima combinazione geologica e climatica. I terreni ricchi di elementi minerali e di stratificazioni calcaree frantumate permettono un buon drenaggio. La regione del Sauternais beneficia inoltre di un microclima con inverni non troppo freddi ma piovosi, primavere tiepide, estati non troppo calde ma è l’autunno che determina la qualità e la fortuna del vino. Tutto per merito del freddo Ciron, affluente della Garonna, che gettandosi nelle sue acque calde provoca nebbie mattutine che ricoprono i vigneti e il sole caldo del giorno favoriscono il formarsi di spore della “Botrytis cinerea”, l’indispensabile muffa nobile che avvolge la buccia degli acini e permette la trasformazione degli zuccheri ottenendo così un nettare divino.
Ora facciamo una carrellata fra i più prestigiosi Barsac iniziando dallo Château Climens Barsac Premier Cru Classé di Lucien Lurton, proprietario della tenuta dal 1971 classificata premier cru dal 1855. Le sue vigne posizionate a una ventina di metri sul livello del mare, sul punto più elevato della piana di Barsac, in una posizione ideale con un terreno calcareo scarsamente compatto permettendo un naturale drenaggio che innalza la quota qualitativa del vino. La vendemmia viene seguita in modo selettivo a stagione avanzata poi le uve vengono fermentate e affinate in cantina in botti di rovere. Il risultato finale è un vino da uve sémillon in purezza, dal colore oro intenso con striature brillanti, all’olfatto è ricco, concentrato con un surplus di aromi complessi di frutta esotica accompagnati da una giusta mineralità. In bocca rilascia una finezza e un’eleganza straordinaria con una vena dolce di miele d’acacia, note agrumate e un ritorno minerale, chiude con un finale di lunga e persistente raffinatezza (D). Passiamo ora a Coutet, leggendario proprietario di un antico castello. Curiosa l’origine del nome che deriva da “couteau” un termine guascone che significa “coltello” come lo stile dei suoi vini così freschi, vigorosi, incisivi tanto da essersi aggiudicato il diritto di produttore dei migliori Barsac. Lo Château Coutet Barsac, è un insieme di sémillon, sauvignon blanc e muscadelle che brilla di colore oro carico con sfumature dorate verdoline, al naso un’esplosione di sentori accattivanti fruttati che virano al floreale con cenni minerali. Il sorso è ricco, complesso, appagante nei rimandi fruttati, accompagnati da dolcezze stemperate dalle note di fresca mineralità e un finale di equilibrata e lunghissima persistenza (D). Chiudiamo con il Château Nairac situato alle porte di Barsac, un antico castello risalente al 1700 che ancor oggi produce raffinati vini da meditazione. Lo Château Nairac Barsac è a base di sémillon al 90% (rimanente sauvignon blanc e muscadelle). Il colore è oro tendente al satinato, al naso profumi intensi floreali che sfumano verso la frutta a polpa gialla e cenni balsamici. Al palato è elegante, cremoso, morbido con richiami fruttati e una delicata dolcezza mielata che sfuma verso una sapidità minerale e una chiusura d’imperdibile appeal (D).