Sei in Archivio

Trimestrale

Parmalat, effetto cambi sui conti. Confermate le stime di crescita

Risultati in linea con le previsioni, ma pesano l'euro forte e il costo della materia prima

16 maggio 2014, 21:45

Parmalat, effetto cambi sui conti. Confermate le stime di crescita

Parmalat chiude il primo trimestre 2014 con l’utile netto di gruppo a 47,7 milioni (-14,5%, ma +1,4% a cambi e perimetro costanti) e il fatturato a 1.192,8 milioni (-3,2%, dato che sale a +7,8% a cambi costanti e perimetro omogeneo ed escludendo gli effetti dell’iper-inflazione in Venezuela). Le disponibilità finanziarie nette del gruppo sono pari a 1.016,6 milioni (da 1.065,6 milioni del 31 dicembre). Lo rende noto la multinazionale di Collecchio al termine del Cda che ha approvato il primo resoconto intermedio dell'anno.
Per il 2014 il gruppo «conferma le stime di crescita del fatturato e del margine operativo lordo (entrambi +3%) a tassi di cambio e perimetro costanti ed escluso l’effetto dell’iper-inflazione - viene sottolineato in una nota -. Tuttavia il livello elevato dei costi della materia prima e la presenza di forti contrasti sociali in Venezuela, dove il gruppo opera, delinea una prima parte dell’anno più incerta, con aspettative di crescita concentrate soprattutto nel secondo semestre».
Abbiamo avuto «un primo trimestre difficile, ancora a causa dell'alto prezzo del latte oltre all'effetto cambio molto negativo, comunque continueremo a crescere e abbiamo avuto livelli migliori del previsto - spiega Yvon Guerin, amministratore delegato e direttore generale del gruppo Parmalat -. Abbiamo resistito bene nel primo trimestre in un ambiente duro e instabile. L'euro continua a essere forte e penalizza le nostre esportazione, ma la situazione sarà diversa nel secondo semestre».
Più nel dettaglio, il fatturato netto del primo trimestre è di 1.192,8 milioni, (-3,2%) rispetto ai 1.232,5 milioni dei primi tre mesi del 2013. «La variazione a tassi di cambio costanti e a perimetro omogeneo - ottenuto escludendo il contributo della società brasiliana Balkis acquisita a fine luglio 2013 - ed escludendo gli effetti dell’iperinflazione in Venezuela, risulta in aumento di 95,9 milioni (+7,8%) - evidenziano da Parmalat -. Tale incremento è principalmente dovuto all’aumento dei prezzi e delle vendite dei prodotti a più alta redditività». Il margine operativo lordo è a 76,4 milioni di euro, -19,4% sul 2013. «Il decremento - sottolinea il gruppo - è dovuto a maggiori investimenti di marketing e all’aumento consistente e generalizzato del costo della materia prima latte, in particolare in Europa, Nord America ed Australia solo in parte trasferito sul prezzo finale di vendita a causa dei tempi necessari per l’accettazione degli aumenti di listino da parte del trade. L'andamento è comunque in linea con le previsioni di periodo». L’utile del gruppo è a quota 47,7 milioni di euro, in diminuzione di 8,1 milioni rispetto al primo trimestre dello scorso anno (55,8 milioni). «A cambi e perimetro costanti - sottolinea nuovamente Parmalat - l’utile del gruppo risulta in aumento di 0,8 milioni: un incremento riconducibile a maggiori proventi finanziari netti e a minori imposte di periodo che hanno più che compensato la diminuzione dell’utile.
Infine le disponibilità finanziarie nette, che sono nel trimestre a quota 1.016,6 milioni, in diminuzione di 49 milioni, rispetto a 1.065,6 milioni del 31 dicembre 2013 «principalmente per effetto della stagionalità che ha comportato un utilizzo di cassa da attività operative di 56,9 milioni in parte compensato dalla generazione di cassa della gestione finanziaria pari a 10,9 milioni». Lactalis intanto ha comprato altre 2,77 milioni di azioni Parmalat, spendendo oltre 7 milioni e salendo così di un ulteriore 0,15% nel capitale della società che già controlla con circa l'84%.r.eco.