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NOCETO

Pellegrini attacca Fecci: «Avrebbe dovuto dimettersi»

Il sindaco uscente: «Io ho preferito evitare danni al Comune»

di Samuele Dallasta -

16 maggio 2014, 21:51

Pellegrini attacca Fecci: «Avrebbe dovuto dimettersi»

NOCETO
Il sindaco uscente Giuseppe Pellegrini, che si è ricandidato con «Noceto prima di tutto», replica a Guido Matrella, candidato di «NOCETOfutura». La questione, sollevata dallo stesso Matrella con un articolo sulla Gazzetta, è volta a chiarire il perché l’attuale assessore Fabio Fecci, candidato per «Liberi e uniti per il paese», una volta espressa la volontà di partecipare con una propria lista alle comunali non abbia rassegnato le dimissioni da assessore o il sindaco non le abbia chieste. Sulla nascita di una lista Fecci, Pellegrini risponde: «La scelta di Fecci ha lasciato esterrefatti sia me sia gli altri esponenti del gruppo. Fecci, dopo aver guidato il gruppo per dieci anni, ha deciso di voler essere parte attiva anche della compagine amministrativa guidata da me e di cui ha condiviso orientamenti e decisioni. In tal senso, non vorrei che si pensasse che quel che è stato fatto di buono sia merito suo mentre quello di meno buono sia colpa mia e degli altri assessori. Probabilmente Fecci ha ritenuto che la squadra che si è lasciato alle spalle non fosse all’altezza delle sue aspettative». Sulle dimissioni puntualizza: «Fecci avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni dalla giunta uscente nonostante, circa un anno e mezzo fa, abbia insistito per entrarci. L’assessore, pur ritenendo me e diversi suoi colleghi immeritevoli della sua considerazione, non ha inteso rimettere il mandato conferitogli non cogliendo l’occasione per marcare la differenza fra il suo operato e il nostro. Da parte mia - conclude Pellegrini -, dopo aver revocato a malincuore l’incarico all’assessore Dante Ferri per fare spazio a Fecci, ho reputato opportuno lasciare immutata la situazione per non creare ulteriori squilibri nella gestione dei servizi e per non creare danno al Comune e agli utenti. Ho optato per l’interesse del Comune, per la scelta razionale e ragionata, anche se sofferta, piuttosto che agire d’impulso e per semplice spirito di rivalsa».