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Una serata da sogno

Emozioni dal cuore della curva. E dall'auricolare

Minuti e batticuore

di Matteo Scipioni -

19 maggio 2014, 17:27

Emozioni dal cuore della curva. E dall'auricolare

Devo subito chiedere scusa al signor Calcio, non perchè pensavo fosse disonesto e scorretto, ma per averlo giudicato scontato e ovvio. I biscotti serviti più o meno su un piatto d'argento sul prato verde mediceo non c'entrano. Il Toro da una parte sbuffa con energia, vigore e carico di motivazioni, i viola dall'altra sono già sotto l'ombrellone del Forte. Sugli spalti i tifosi si abbracciano, cantano assieme dopo la festa per le vie del centro tra duomo e Uffizi davanti al sorriso del David. Una cornice che conosciamo bene, l'abbiamo vissuta – a tinte diverse – due settimane fa in Ghiaia e al Tardini. Facile, quindi, battezzare il match del Franchi. Tanti, in quei minuti, anzi, a quel punto, alle 10,35, hanno detto e pensato "lo sapevo" quando Cucchi da Firenze, per radio, annuncia: "Rigore per il Torino". Allo stadio, in curva, nessuno vede, ma al 94' la sentenza del tifoso allo scivolone di Roncaglia su Barreto, per mille motivi, è intuibile. Devo anche ringraziare (la lista delle persone che ieri sera mi ha detto di farlo, anche a nome loro, è sterminata) il signor Antonio Rosati da Tivoli per avermi fatto tornare sui miei (nostri) passi: quel tuffo sulla sinistra entra nella storia del Parma.
Emozioni che da anni la Curva non viveva. Mancano pochi minuti alle 10, Rossi, sì Pepito, il "nostro" Pepito porta avanti la Fiorentina dopo oltre un'ora priva di scosse. Al Tardini inizia il "mortale" gioco dei calcoli. Di fatto il Milan ha il biglietto per l'Europa. Ma Amauri non ci sta, glielo strappa con forza poco dopo. Il Tardini esplode per la seconda volta. Passano ancora pochi minuti e Larrondo rimette il bigliettone sul tavolo a disposizione di tutti.
Chi scrive ha avuto il piacere di vivere l'epoca delle radioline, quando "Tutto il calcio minuto per minuto" era la "bibbia" domenicale che dispensava emozioni fatte di voci e di boati che arrivavano dalle scatolette in plastica o dagli auricolari. Quando gli intro di Ameri o Ciotti regalavano gioie o dolori. Sembra una vita fa. E, per venti minuti, in quello spicchio di Tardini s'è vissuto un clima d'altri tempi. Dal pari del Toro in poi, occhi sul campo (del Tardini) e orecchie alla radio. Dovendo anche raccontare lì attorno che stava succedendo al Franchi. Andrea mi passa un auricolare, Moretti segna. Addio, è fatta, ci strappiamo dall'orecchio l'auricolare in segno di delusione. Attorno capiscono e imprecano. Un ragazzo addirittura se ne va. Rizzoli annulla, ma noi ce ne rendiamo conto un minuto dopo quando rimettiamo l'auricolare. Andrea rincorre il ragazzo e, dopo avergli detto che cosa era successo, si scusa. Giusto, le emozioni iniziano a farsi forti ed è meglio non scherzare. Avvertiamo anche il resto dei tifosi che ci circonda, riscusandoci. Lo spicchio di curva attorno a noi grida di gioia. Segna Rebic – lo segnaliamo con un'esultanza che non ha bisogno di spiegazioni - risegna Amauri. Finito? No, Kurtic riporta sotto i granata e prende il tuo stomaco in mano per stringerlo forte. E' il 39'. In pochi guardano il prato del Tardini. Lì attorno tutti guardano noi, i nostri volti. "E' finita?", "Quanto manca?", "Chi attacca?". Minuti? Ore. Hai l'urlo in gola, è il 44' e a Firenze dovrebbe finire, no? Hanno detto 4' di recupero. "Che succede?". Non vorresti più sentire la sua voce ma Cucchi interrompe addirittura con: "Rigore per il Torino". De Marco fischia la fine di Parma-Livorno e manco te ne rendi conto. Mi scusino i crociati. E lo spettro del biscotto è lì davanti. De Santis, Inter-Parma con Couto che viene cacciato ingiustamente, Dino Baggio che rotea i polpastrelli e perfino Pezzella, tutto, ricordi tutto in un respiro. Ma il calcio è il calcio, imprevedibile, e Rosati si distende. E' il mio urlo, quello di Andrea. Attorno capiscono. Eccome. E' festa. Il bigliettone è nostro. Grazie ragazzi.