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Band di Provincia

I Dark Lunacy

La voce di Mike e le note di Dan, Jack e Alex. La ricetta un po' salsese un po' parmigiana che fa brillare il gothic metal tricolore

20 maggio 2014, 22:36

I Dark Lunacy

Sono i Dark Lunacy a guidare l’Italia nel gothic metal. Un tratto distintivo sin dalla nascita, ben 15 anni fa, quello di legarsi alla realtà ed alle tradizioni che li ha portati nel mondo, dove il genere, soprattutto in Russia, Giappone e Messico, è molto apprezzato e richiesto. È un percorso di ricerca. Di studio. Con questo obiettivo Michele Belli, ovvero Mike Lunacy, la voce del gruppo, Daniele Galassi, alla chitarra, Jacopo Rossi al basso e Alessandro Vagnoni alla batteria, ovvero Dan, Jack e Alex, raccontano la loro musica come un’esperienza di conoscenza e di vita. Sono artisti di grande spessore musicale e culturale che trasmettono nella realizzazione.
«Fare musica è vivere. Tutto può succedere. Ed è giusto così. Le delusioni che può darti la musica - spiega Galassi - possono essere brucianti, le difficoltà spossanti, ma la fiamma della passione che brucia in essa, sa ristorare anima, spirito e corpo. Non parliamo di successo commerciale in senso stretto: parliamo di riuscire ad incontrare ragazzi e ragazze sotto i palchi del mondo e di volare con loro altrove. In un mondo non migliore, ma di certo più giusto».
Una musica che si fonde con culture diverse, sfiorando il symphonic metal, che prende vita negli album. Toccando tematiche reali, ricche di sensazioni. È un avvalersi di tradizioni già note per la creazione di nuove percezioni musicali: come dell’ultimo album, uscito il 9 maggio scorso, «The Day of Victory» che rispolvera le atmosfere della Russia usando come sfondo del video proprio il contesto architettonico dell’Istituto Tommasini di Salsomaggiore, città cui la band è estremamente legata e che, con il nome di Parma, portano orgogliosamente nel mondo come dimostrato dalle interviste rilasciate. Un'ispirazione che arriva da un’identità territoriale ed un progetto che ha portato, nell’ultimo grande progetto, il «combo parmigiano» ad intrecciarsi con la sensazionalità ed emotività dello storico coro dell’Armata Rossa.
Un album che, come la musica dei Dark Lunacy, è un viaggio: partendo dalla storia si alza lo sguardo verso un futuro che solo una band che vanta un passato di studi e di ricerca della sonorità originaria poteva creare. «La miscela vincente di questo lavoro - spiegano i componenti della band - è costituita principalmente dall’insieme di aggressività ritmica, melodia sinfonica e dall’inserimento dei cori dell’Armata Rossa all’interno dei brani».
L’utilizzo di tali cori è una peculiarità della band, resa unica al mondo, che ha reso riconoscibili sin dalle prime battute i dieci brani dell’album. Una tipicità che emerge dal gothic metal: «Uno stile in cui sonorità tipiche dell’heavy metal unite ad un cantato particolarmente graffiante ed incisivo, si fondono con strumenti classici tipici del genere sinfonico tradizionale. Questo crea un’alternanza perfettamente amalgamata tra strofe imponenti ed aperture melodiche di grande impatto emotivo».
È la musica del trionfo storico, come quella che riecheggia nelle atmosfere del «The Day of Victory», a ricordo del giorno dopo la vittoria dei russi contro i nemici invasori, il 9 maggio 1943. «È la forgiatura di geometrie sonore, ora gelide come il vento siberiano, ora ardenti come la fiamma delle passioni. È una musica che racconta la storia, quella delle sconfitte e delle vittorie». Quella degli uomini.

Chi sono - Mike Lunacy e i tre strumentisti
A guidare i Dark Lunacy è il salsese Michele Belli, o meglio Mike Lunacy, che, intrapresa nel 1999 la strada del gothic metal, ha fatto di Parma il porto di attracco e di lavoro della band i cui componenti provengono da diverse parti d’Italia. Con lui dal 2010, Alex, Alessandro Vagnoni batterista nativo di Porto Potenza Picena, Dan, Daniele Galassi chitarrista da Ancona, e Jack, Jacopo Rossi, bassista nato a Genova.