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Terremoto in Emilia: due anni fa la prima scossa

Borse di studio e sussidi ai figli delle vittime. Gabrielli (Protezione civile): "Abbiamo dovuto inventare le procedure"

20 maggio 2014, 22:59

Terremoto in Emilia: due anni fa la prima scossa

Un aiuto concreto ai figli delle vittime del terremoto del maggio 2012. La prima scossa è esattamente di due anni fa. L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha assegnato 11 borse di studio e due sussidi ad altrettanti ragazzi in età scolare di ogni ordine e grado che hanno dovuto far fronte, oltre che alla gravissima perdita del familiare, anche alle conseguenti difficoltà economiche.
In diversi casi, infatti - riferisce una nota della Regione - le 27 persone morte in seguito alle scosse del 20 e del 29 maggio di due anni fa hanno lasciato figli iscritti a scuola e all’università.
Delle 11 borse di studio, sei, da 2.500 euro ciascuna, sono andate a tre studenti di scuola secondaria di primo grado e di tre studenti di scuola secondaria di secondo grado; due, da 2.000 euro ognuna, sono andate a due bambini che frequentano la scuola primaria e una, sempre di 2.000 euro, a un bambino della materna. Una borsa di studio da 4.000 euro è stata assegnata a uno studente universitario mentre 4.000 euro di sussidio sono andati a un ragazzo disabile. Queste dieci borse di studio e il sussidio sono già stati liquidati nei giorni scorsi. Una borsa di studio da 2.000 euro è stata inoltre assegnata a un bambino iscritto alla materna e un sussidio di pari importo per un bambino in età pre-scolare: entrambi gli atti verranno liquidati non appena sarà completato l’invio in Assemblea legislativa della documentazione richiesta. Complessivamente, il sostegno stanziato è di 31.500 euro, di cui 27.500 già liquidati.
"A due anni dalla prima scossa - ha detto Palma Costi, presidente dell’Assemblea legislativa regionale - il pensiero va alle 27 vittime del terremoto che ha sconvolto l’Emilia nel maggio 2012. Queste borse di studio, volute dall’intero Ufficio di Presidenza in rappresentanza dell’Assemblea legislativa, vogliono essere un aiuto per i loro figli, affinchè possano portare avanti il loro percorso di studio e formazione con qualche disagio in meno".
Nel pomeriggio, la presidente dell’Assemblea legislativa parteciperà, nello stabilimento di Camposanto (Modena) della Smurfit Kappa Group, pesantemente danneggiato dal terremoto del 2012 ma subito in grado di ripartire (si tratta di una delle aziende leader al mondo nella produzione di fogli e scatole di cartone ondulato), allo Safety day, appuntamento annuale che il Gruppo dedica alla sicurezza sul luogo di lavoro, alla prevenzione sulla salute del dipendente, all’attività fisica e all’alimentazione, una giornata nella quale oltre a confrontarsi con i vertici aziendali i dipendenti possono sottoporsi a esami di controllo e ricevere consigli da medici ed esperti su stili di vita più corretti.

 

GABRIELLI (PROTEZIONE CIVILE): "ABBIAMO DOVUTO INVENTARE LE PROCEDURE". Il terremoto in Emilia non è stato reso difficile solo dai danni provocati dalla natura: "Abbiamo dovuto cominciare completamente da capo, ci siamo dovuti inventare le ordinanze, ci siamo dovuti inventare le procedure". A due anni dalla prima scossa del sisma del 2012 si toglie qualche sassolino dalle scarpe Franco Gabrielli, il capo della Protezione civile, che ricorda come appena tre giorni prima fosse stata pubblicata la riforma del settore.
"Nella sfortuna - ha detto Gabrielli - siamo stati fortunati che questo terremoto sia successo in Emilia, non oso pensare cosa sarebbe potuto succedere se fosse successo in un’altra realtà. Qui c'erano amministratori capaci, un territorio preparato ed un’attenzione non scontata. Per questo io ho, personalmente, un debito di riconoscenza con questo territorio".
Questa situazione, secondo Gabrielli, impone che si arrivi presto ad una legge quadro sulle calamità naturali, "dove si dica ciò che un cittadino ha necessità di sentirsi dire". Tuttavia Gabrielli non crede ad un 'modello Emilià da esportare: "Quello che è stato fatto qui - ha detto - ha funzionato qui, ma l’Italia è un paese che, nella migliore delle ipotesi, va a quattro velocità. Ogni calamità e ogni territorio hanno le loro specialità. Questo non toglie che molte buone pratiche che si sono fatte qui possano essere prese come esempio. L’importante è che ci sia un trattamento equo: non devono esserci disgrazie di serie A e di serie B. In questo caso posso dire che il terremoto in Emilia non è stato trattato come una disgrazia di serie B".