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COLLECCHIO

Una banca della memoria dagli amarcord collecchiesi

L'assessore Galli: «Le testimonianze del passato per capire il presente»

di Gian Carlo Zanacca -

20 maggio 2014, 17:48

Una banca della memoria dagli amarcord collecchiesi

Successo di pubblico al teatro Crystal di Collecchio dove è stato proiettato il video storico proposto dall’assessorato alla cultura del Comune, grazie alla disponibilità della famiglia Montanini. Un filmato realizzato agli inizi degli anni Sessanta da Arturo Montanini, ex presidente della Provincia di Parma e collecchiese doc, in cui sono stati riportati vari aspetti della vita del tempo: lo sport, la scuola, i lavori pubblici, la festa del primo maggio. Uno spaccato insolito che è stato proposto ai collecchiesi con un montaggio speciale in cui è stato possibile osservare come era il paese allora e come è oggi, grazie a riprese attuali messe a confronto con quelle del passato.
E così sullo schermo sono passati i volti dei ragazzi che frequentavano le scuole elementari da poco costruite, le gare in bici, la sagra della Croce, ma anche i lavori per la realizzazione del ponte della ferrovia lungo via Scodoncello e della copertura del canale lungo la statale ad Ozzano Taro.
Il video rientra, come ha spiegato l’assessore alla cultura e vicesindaco Maristella Galli, nel percorso volto alla realizzazione di una «Banca della memoria» collecchiese.
«Nella cucina di Ettore Guatelli, al podere Bellafoglia di Ozzano – ha spiegato – abbiamo effettuato numerose registrazioni di video e sonore con testimonianze legate al passato: la vita nelle scuole, l’utilizzo delle risorse come l’acqua, il lavoro e la vita sociale. Il video arricchisce questo percorso ed il mio auspicio è che i collecchiesi contribuiscano con video e testimonianze al progetto della Banca della memoria».
A breve, il materiale raccolto sarà disponibile sia sul sito del Comune che su quello della Fondazione Museo Ettore Guatelli. Soddisfazione è stata espressa da due strette parenti di Arturo Montanini: la figlia Enrica e la sorella Irene.
Per molti un commovente tuffo nel passato. Anche per l’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune, il geometra Ivo Fagni: «un documento veramente unico». La testimonianza del geometra Ivo Fragni sulla storia dell’acquedotto di Collecchio dal 1918 ai giorni nostri è tra quelle che sarà possibile ascoltare nei prossimi giorni collegandosi al sito del Comune o a quello della Fondazione museo Ettore Guatelli.
Sono tanti coloro che hanno permesso di ricostruire il passato recente di Collecchio, ma potrebbero essere molti di più. Siamo interessati – ha concluso Maristella Galli – a promuovere la ricostruzione della nostra memoria attraverso il contributo di tutti. Si tratta di tante piccole tappe che possono concorrere a conoscere meglio il passato, anche recente, per capire meglio il presente».