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AEROPORTO

Verdi, arriva la concessione. Ma cresce il rischio chiusura

Dopo 15 anni di attesa l'Enac concede l'affidamento alla Sogeap

di Luca Pelagatti -

20 maggio 2014, 17:40

Verdi, arriva la concessione. Ma cresce il rischio chiusura

Quel documento lo si attendeva dal 1999. Tanto che molti erano ormai certi che non sarebbe mai arrivato. Ed invece eccolo: protocollato il 15 maggio 2014 su carta intestata dell'Enac. E vista l'importanza dell'oggetto della missiva si potrebbe dire che si tratta di un giorno da ricordare per l'aeroporto di Parma.
«In effetti il documento è fondamentale perchè dopo decenni di affidamenti provvisori e proroghe si certifica finalmente l'affidamento dello scalo alla Sogeap, la società che gestisce il Verdi», spiega con soddisfazione Guido Dalla Rosa Prati. Che ricorda come questo riconoscimento arriva dopo l'inserimento dello scalo parmigiano nel piano aeroporti di rilevanza nazionale. Ovvero tra quelli su cui si punta per fare volare l'Italia verso il futuro.
«Questi sarebbero già motivi di soddisfazione - aggiunge Franco Rastelli, amministratore delegato dell'aeroporto. - Ma ci sono anche altri indicatori positivi. I passeggeri, ad esempio, sono in crescita. I primi tre mesi del 2014 hanno fatto segnare un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E il 2013 nel suo complesso ha portato ad una crescita dei viaggiatori dell'11% rispetto al 2012». Il tutto, per di più, in un periodo di ottimizzazione dei costi e di riduzione delle perdite.
Insomma, un momento magico per il «Verdi»? Per nulla. Perchè la realtà è assai diversa. E senza catastrofismi proprio nera.
«L'aeroporto c'è, è perfettamente operativo e lo dimostra anche la scelta di una compagnia di bandiera come Air Malta di basare qui i propri nuovi voli - prosegue Dalla Rosa Prati. - Ma resta il problema delle risorse economiche. Che stanno per finire».
E qui occorre fare un breve riassunto. Il «Verdi», come è ben noto, è da anni per quasi il 70% di proprietà di una società privata austriaca, la Meinl Bank che vorrebbe uscire dall'investimento per il quale non vede un ritorno. Mentre da almeno il 2007 nessuno nel territorio ha più investito nella struttura. «Ed è proprio qui il problema: la presenza di un aeroporto internazionale è evidentemente una risorsa importantissima per la città ma senza una immissione di denaro ci restano solo pochi mesi di operatività. E poi la liquidazione della società».
Per opporsi a questo destino la Sogeap ha lanciato di recente un appello alle istituzioni e alle realtà economiche della città. Ottenendo però solo una risposta parziale. «Il mondo industriale e produttivo ha partecipato contribuendo con una somma rilevante. Le istituzioni pubbliche invece non hanno risposto in alcun modo. E ora i tempi stringono». E nuvole nere si affollano all'orizzonte.
Si, perchè in questo periodo si stanno cercando freneticamente nuovi investitori e qualche trattativa, nonostante il riserbo, appare aperta. Ma l'acquisizione di un aeroporto sul mercato mondiale è una procedura ovviamente complessa. E il rischio è che si arrivi ad una proposta di acquisto quando sarà troppo tardi. Con la torre di controllo deserta e la pista mestamente abbandonata.
«A questo punto, anche alla luce della concessione ottenuta in queste ore, sarebbe un peccato imperdonabile e una perdita per tutti se il «Verdi» dovesse cessare di operare- continua il presidente della Sogeap. - Il paradosso è che non ci sia un riconoscimento del valore dello scalo da parte dello stesso territorio che ne trae i vantaggi. Perchè lo dicono le analisi degli esperti: per ogni euro speso per un aeroporto il territorio ne ottiene venticinque di ritorno». Ma la analisi ora non servono. Negli uffici della Sogep ora si cercano risposte concrete. «Tra gli scali di piccole dimensioni quello di Parma è uno dei più sani e probabilmente quello che ha avuto meno aiuti in passato. Ora da parte delle istituzioni serve una risposta decisa. Anche per chiarire se si vuole investire sullo sviluppo e mantenere una risorsa importante per l'economia di molti settori, dal turismo all'industria». Intanto l'estate arriva e i voli partono dal Verdi sempre pieni. Il rischio è che con i primi freddi cessino i decolli. E sulla pista resti solo la nebbia.