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DILETTANTI

Il salto in alto dell'Araba fenice Sala Baganza

Inattesa promozione in Seconda Categoria per la squadra nata dalle ceneri della gloriosa A.C.

di Vittorio Rotolo -

21 maggio 2014, 19:41

Il salto in alto dell'Araba fenice Sala Baganza

Il «day-after» è ancora più bello del momento della vittoria. Perché solo allora ti rendi effettivamente conto della portata dell’impresa realizzata, sulla quale magari nessuno avrebbe scommesso un solo euro ma che poi, a conti fatti, risulta ampiamente meritata. Per l’impegno e la qualità delle prestazioni.
Dolce è stato il risveglio del Sala Baganza che domenica scorsa, sul neutro di Collecchio, ha superato il quotato Tortiano nella finalissima del Torneo Balisciano. Una battaglia decisa ai supplementari dalle reti del difensore Lapina e dell’attaccante Olari, quest’ultimo autore di una magistrale punizione, che hanno spalancato le porte della Seconda Categoria alla formazione giallo-blu.
Sorta nel 2000 (come Us Salese), sulle ceneri della gloriosa Ac Sala Baganza, di cui ha ripreso il nome nel 2010, la compagine del presidente Renzo Martini, che compirà 90 anni nel prossimo mese di novembre, ha coronato nel migliore dei modi una stagione vissuta, almeno in campionato, tra luci ed ombre.
«Fino alla sesta giornata questa squadra si trovava al comando della classifica. Poi, due brutti infortuni ci hanno privato di elementi fondamentali come capitan Ghirini ed il difensore Azzali (classe 1967). Defezioni che hanno avuto un peso specifico notevole» ricorda il tecnico Simone Benecchi, 27 anni, che del Sala Baganza è anche centrocampista.
«Devo dire che l’immagine dell’allenatore che soffre e suda sul terreno di gioco è molto apprezzata dai giocatori» fa notare con un sorriso il giovane tecnico parmigiano, a Sala dal 2007 e che tre stagioni addietro prese il posto in panchina dell’esonerato Ghidini.
Benecchi si gode oggi la sua prima promozione da allenatore ed incassa i complimenti della società. «Può sembrare una frase scontata ma, mai come in questo caso - spiega - credo che il merito sia da condividere con tutto il gruppo: ho avuto la fortuna di allenare giocatori fantastici, con una grande predisposizione alla cultura del lavoro e che si sono mostrati disponibili nell’applicare la mia idea di calcio. Il salto di categoria non era tra gli obiettivi dichiarati dalla dirigenza. Tuttavia, all’interno dello spogliatoio, la consapevolezza di poter fare qualcosa di importante non è mai venuta meno».
E così è stato. Per nulla demoralizzato, a giudicare dalla partenza sprint, dall’ottavo posto con cui aveva concluso il girone A di Terza Categoria, il Sala Baganza si è riscattato nel Torneo Balisciano. E grazie all’esperienza tra i pali di Brigati, alla fantasia del promettente Bacchieri ed alla tecnica del camerunense Belangwe, ha sovvertito ogni pronostico. Facendo fuori la San Leo in semifinale ed il Tortiano nell’atto conclusivo, ovvero le prime due forze del campionato.
«Questo la dice lunga sul valore dell’impresa che abbiamo compiuto. Certo, anche la fortuna ha fatto la sua parte – ammette Benecchi – ma ritengo che la mia squadra abbia legittimato sul campo tale successo, con prestazioni sempre convincenti. Il futuro? Beh, adesso godiamoci questa promozione. Ci sono però tutte le condizioni per puntare, nella prossima stagione, ad una tranquilla salvezza. Magari con questo stesso gruppo».