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Mansanti: «Una lista nell'interesse del paese»

Le linee guida di «Unità, impegno e democrazia». Il candidato sindaco: «Giudizio negativo sull'operato dell'ultima amministrazione. Non accettava suggerimenti»

21 maggio 2014, 18:23

Mansanti: «Una lista nell'interesse del paese»

«Quando abbiamo capito che all’orizzonte si profilava la presentazione di una sola lista abbiamo deciso che non potevamo più stare con le mani in mano, ed è scattata un’operazione che ci ha portato alla formazione della compagine “Unità, Impegno, Democrazia”».

Nascita Corrado Mansanti spiega così la nascita della lista che sosterrà la sua candidatura alle prossime amministrative, «una lista - ammette Mansanti - di cui ho accettato di far parte nonostante lo scenario di assoluta difficoltà, senza badare al risultato, ma solo pensando all’interesse del Comune ed a determinare una prospettiva di correttezza istituzionale».

Entusiasmo Una mission «di forte rilievo - come la descrive il candidato sindaco -. Strada facendo, grazie all’entusiasmo ed all’impegno di un gruppo determinato e coeso, ha preso corpo la fiducia in un esito positivo, grazie alla qualità delle nostre proposte ed agli scarsi risultati ottenuti dall’amministrazione uscente».

Sfida E’ una sfida che si ripete, quindi, quella tra Mansanti e Claudio Moretti, che nell’ultimo quinquennio hanno «condiviso» - in veste di consigliere uno, in quella di sindaco l’altro - un mandato a cui Mansanti da un giudizio «complessivamente negativo. Al momento dell’insediamento, infatti, l’amministrazione ha ereditato una disponibilità ad investire di circa 5 mila euro pro capite per un totale di 5 milioni che, se gestiti adeguatamente, avrebbero consentito di ribaltare la situazione del Comune. Così, invece, non è stato, ed un’occasione unica ed irripetibile è stata sprecata da una gestione dilettantesca e chiusa ermeticamente ad ogni confronto, sia con la minoranza che coi cittadini». «Abbiamo provato a dare dei suggerimenti - prosegue Mansanti - ma l’arroganza che ha caratterizzato l’amministrazione uscente (e speriamo non rientrante) ha impedito di cogliere i suggerimenti del nostro gruppo assieme a quelli dell’assessore Ricci, a cui il sindaco, per tutta risposta, ha ritirato la delega affermando che un assessore non può esprimere pareri discordi dai suoi». Il candidato sindaco conclude con una promessa ai monchiesi: «Una cosa è certa, faremo sicuramente parte del prossimo consiglio e la parola chiave del mandato, non sarà più concordia, ma legalità e trasparenza». B.M.