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Mistero

Si dice vittima di attentato in Pakistan: muore a Reggio Emilia

Aperta un'inchiesta. Ci sono collegamenti con l'omicidio di Fabbrico?

21 maggio 2014, 11:31

Si dice vittima di attentato in Pakistan: muore a Reggio Emilia

Sarebbe stato vittima di un attentato a colpi di kalashnikov in Pakistan a ottobre 2013. Tre giorni fa, dopo sette mesi di agonia, un 28enne pakistano è morto all’ospedale di Reggio Emilia per le ferite subìte. Ora la procura reggiana, con il sostituto procuratore Maria Rita Pantani, ha aperto un fascicolo per omicidio volontario aggravato dall’uso delle armi, per verificare se la versione raccontata dal fratello sia attendibile. Quest’ultimo ha detto che il giovane era andato in Pakistan a ottobre per sposarsi. Ma prima del matrimonio era stato raggiunto da colpi di kalashnikov alla pancia che lo hanno ridotto in fin di vita. L’attentato sarebbe nato da un lite per motivi banali.
Il fratello, a fine gennaio, ha deciso di riportare il 28enne in Italia (era residente a Correggio) e ricoverarlo all’ospedale di Reggio Emilia dove tre giorni fa è morto. La versione del fratello al momento è tutta da accertare, sta di fatto che la causa della morte sarebbe da ricondurre effettivamente a colpi d’arma da fuoco. Sarà l’autopsia a chiarire quando sia avvenuto il ferimento.
Al momento non sono stati trovati elementi concreti, ma la procura non esclude un collegamento con il cadavere ritrovato nudo e semisepolto a Fabbrico (Reggio Emilia) la settimana scorsa. Seppur ufficialmente non ancora identificato, il corpo potrebbe essere quello di un giovane pakistano, deceduto oltre due mesi fa. Anche le date, quindi, non sarebbero particolarmente distanti. Si tratta, tuttavia, solo di ipotesi non suffragate per ora da elementi concreti.