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25 MAGGIO

Carla They: «Cambiare musica in Europa»

Candidata di Scelta Europea: "Il primo impegno è cambiare rotta nel modo in cui è gestita la cultura"

22 maggio 2014, 15:58

Carla They: «Cambiare musica in Europa»

«In Europa per cambiare musica»: è l’impegno di Carla Innocente They , arpista parmigiana, candidata alle elezioni del 25 maggio per il parlamento europeo.
«La politica deve essere più chiara, più pulita, più semplice - afferma la candidata di Scelta europea -. Voglio portare in Europa la passione, la serietà e l’onesta dei parmigiani».
Il primo impegno è cambiare rotta nel modo in cui è gestita la cultura: «Il nostro Paese non sa valorizzare il suo patrimonio. Basta guardare a quello che succede a Pompei. - dice Carla They Innocente -. In Italia la gestione della cultura è tutta nelle mani di funzionari e burocrati, mentre gli artisti hanno poca voce in capitolo. Lo stesso vale per l’Unione Europea. Bisogna cambiare rotta. Abbiamo bisogno di meno euroburocrati. L’Europa appartiene a chi vuole costruirla».
Carla They è candidata in Scelta Europea, un’alleanza che aggrega i liberali democratici europei, fra cui FARE per fermare il declino, e che sostiene Guy Verhofstadt, ex premier Belga, candidato a guidare l’Unione europea. «Alcuni amici di FARE per Fermare il declino - dice - hanno pensato a me come personaggio noto ma “fuori dai soliti schemi politici” -. Non ci credevo e invece alle primarie di FARE ho ottenuto tantissimi voti, tanto che ora sono seconda al capolista Michele Boldrin per il collegio Nord-Est.».
Il nonno, il professore Mario They, era caporchestra al teatro Regio di Parma e all’arena di Verona. Da allora sono cambiate tante cose: «Oggi i problemi sono tanti: il primo è la carenza di fondi da destinare alla cultura. In passato sono stati gestiti male. Oggi i Comuni non organizzano più eventi. Poi c’é la burocrazia che obbliga i committenti a pagare ENPALS, SIAE, e altre incombenze, e infine i tempi per ottenere i pagamenti, che sono “biblici”. E’ un vero peccato perché la gente ha bisogno di cose belle. L’arte è importante anche in momenti come questi».