Sei in Archivio

in carcere

L'ex di Lucia Annibali tenta il suicidio

22 maggio 2014, 22:21

L'ex di Lucia Annibali tenta il suicidio

Luca Varani, l’avvocato di 37 anni condannato a 20 anni di reclusione per l’aggressione con l’acido alla sua ex Lucia Annibali, ha tentato ieri sera il suicidio in carcere, appendendosi con un lenzuolo alle sbarre della finestra della sua cella nel carcere di Castrogno (Teramo). Un agente di custodia ha dato l’allarme. Varani è ora nell’infermeria del carcere, le sue condizioni non sono gravi, ma aveva dato segni di sofferenza, tanto che sabato prossimo era in programma la visita di uno psichiatra.

I familiari di Varani andranno a trovarlo domani. Ieri, durante il consueto giro di controllo serale, uno degli agenti di polizia penitenziaria si è accorto che il trentasettenne non era nel suo letto, è entrato nella cella e ha scoperto il tentativo di suicidio.
L’avvocato era stato condannato dal Tribunale di Pesaro a 20 anni di reclusione per tentato omicidio come mandate dell’agguato materialmente eseguito nell’aprile 2013 da due sicari albanesi, anche loro condannati, dopo che la Annibali aveva deciso di troncare la loro relazione.
L’avv. Brunelli era andato a trovare il suo assistito un paio di settimane fa e lo aveva trovato "molto provato, tanto che abbiamo chiesto e ottenuto di farlo visitare in carcere da uno psichiatra di Bologna".
Lucia Annibali, che sta affrontando un lungo percorso di cura con vari interventi chirurgici, nel frattempo è diventata un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e ha scritto un libro sulla sua storia. 

IL SAPPE: "CARCERI SOVRAFFOLLATE". "Si continua a voler ignorare che il carcere di Castrogno ospita 370 detenuti su 270 di capienza tollerabile". Questo è il primo commento del Sappe di Teramo (il sindacato autonomo di polizia giudiziaria) alla notizia del tentativo di suicidio di Luca Varani nel carcere di Castrogno. "A nulla - dice il segretario provinciale del sindacato Giuseppe Pallini - sono valsi gli appelli, all’Amministrazione penitenziaria regionale e nazionale, di non inviare ulteriori detenuti in questo grave momento di sovraffollamento dell’istituto e trasferire quelli con gravi patologie psichiatriche e sanitarie".