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fotografia

Mistero e miseria nel cibo quotidiano

Marco Circhirillo al Sipario

22 maggio 2014, 20:09

Mistero e miseria nel cibo quotidiano

Il verso che dà il titolo alla mostra fotografica di Marco Circhirillo, «Più che ‘l dolor, poté ‘l digiuno», è tratto dal noto episodio del conte Ugolino, nell’Inferno di Dante.
E già questo primo riferimento pare un invito alla scorrettezza, alla mancanza di tatto cercata dall’artista nel proporre (fino al 24 maggio alla Galleria d’arte Il Sipario) i 16 scatti, fra le iniziative collaterali a Cibus 2014. Le immagini, costruite e studiate nel dettaglio, enfatizzano, infatti, in maniera quasi scenografica la morte e la violenza che tiene in vita la catena alimentare. Più che di fotografia, si tratta di teatro, dove viene messa in scena la condizione di mistero e miseria degli esseri viventi. Non se ne esce indenni: si percepisce un mix di vita e di morte, di attrazione e repulsione, di gusto e disgusto.
Come di consueto per l’autore delle foto i modelli artistici di riferimento sono altre celebri opere, di Hirst, di Serrano, di Witkin. Nell’immagine viene ripristinata la tradizione da Rembrandt a Soutine e Bacon che dipinsero carcasse di buoi, così come Relitti ricorda la performance Balkan Baroque della Abramovic. Lo spettatore vive un coinvolgimento fisico, non solo emotivo, fino a percepire una sorta di angoscia costruttiva. Qui, all’esplicita osservazione voyeuristica della morte si contrappone la capacità di aprire buchi nella coscienza, di recepire quello che è il male. s. pr.