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Economia

Upi: "Case invendute, no alla Tasi"

Intervento: "Un balzello ingiustificato"

24 maggio 2014, 13:26

Upi:

Il gruppo “Costruttori Edili” aderente all'Unione parmense degli industriali esprime profondo sconcerto per la decisione, assunta nei giorni scorsi da parte del consiglio comunale di Parma, di fissare al 2,5 per mille l’aliquota Tasi sui fabbricati costruiti o ristrutturati dalle imprese edili per la vendita e non ancora ceduti né locati per motivi di mercato.
In via preliminare deve essere considerato come, relativamente al cosiddetto “invenduto” delle imprese edili, il tributo sui servizi comunali indivisibili (Tasi) rappresenti già di per sé un’imposizione decisamente impropria: infatti, se da un lato i fabbricati costruiti o ristrutturati per la vendita, e non ancora ceduti né locati, non essendo ancora utilizzati, non fruiscono di alcun servizio comunale, dall’altro le aree destinate all’utilizzo edificatorio già contribuiscono al finanziamento dei servizi comunali, attraverso la realizzazione delle opere di urbanizzazione collettive e del pagamento degli “oneri di costruzione” originariamente destinati alla infrastrutturazione delle città e sempre più oggi utilizzati per pagare la cpsoddetta “spesa corrente”. L’introduzione della Tasi ha dunque comportato effetti fortemente negativi su tutti i “beni merce” delle imprese edili, sui quali, dopo l’esclusione dalla tassazione Imu, è stata sostanzialmente reintrodotta un’imposta patrimoniale “mascherata” da imposta su servizi che non vengono di fatto fruiti da tali fabbricati.
A fronte di tale situazione l'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) è già intervenuta allo scopo di sollecitare modifiche all’attuale impianto normativo finalizzate a riconoscere espressamente l’esclusione dalla Tasi per tutti gli immobili facenti parte del cosiddetto “magazzino” delle imprese edili, ovverosia i fabbricati di nuova costruzione o incisivamente ristrutturati per la successiva vendita e le aree edificabili: per una miglior comprensione per i non addetti ai lavori è come se si pretendesse che i concessionari di autoveicoli dovessero pagare “il bollo” sulle automobili invendute! In questo contesto la decisione adottata dal consiglio comunale di Parma di applicare un’aliquota del 2,5 per mille per gli immobili “invenduti” delle imprese edili non ha giustificazioni. Non possiamo non prendere atto di come ancora una volta si sia scelto di addossare un peso insostenibile sul settore edilizio che vive come noto una situazione di pesantissima difficoltà congiunturale che ha determinato una ingentissima perdita di posti di lavoro anche nella nostra realtà locale, pari ad oltre il trenta per cento nell’ultimo triennio.
A ciò si aggiunga l’ulteriore considerazione che la decisione di incrementare il prelievo Tasi sui fabbricati costruiti dalla imprese edili non potrà che determinare conseguenze sul mercato immobiliare con un aumento dei costi a carico dei cittadini che si troveranno in futuro nella necessità di investire in immobili abitativi. La scelta è ritenuta non solo ingiusta ma anche irresponsabile nei confronti della realtà economica del nostro territorio e pertanto il gruppo costruttori si si attiverà a fare valere le proprie ragioni nelle sedi opportune. I costruttori auspicano che l’amministrazione comunale riesamini con la dovuta ponderatezza la scelta effettuata ed elimini l’impropria tassa sul magazzino dei prodotti finiti.