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Ferrari mette il “Turbo” alla pubblicità digitale

26 maggio 2014, 13:39

Ferrari mette il “Turbo” alla pubblicità digitale

Un’accurata selezione del team. Mesi di lavoro sulle piattaforme tecnologiche. I primi contatti riservati con Clienti e Partner.
Dopo aver lasciato alla fine del 2013 il Gruppo Zodiak Media perché «il richiamo di tornare a fare impresa nel mondo startup – da dove era partito nel 2000 con la digital company Neo Network, poi acquisita da De Agostini e confluita in Zodiak – si era fatto troppo forte» il manager e imprenditore parmigiano Marco Ferrari è pronto a ripartire con un ambizioso progetto a cavallo tra advertising e tecnologia.
La prima iniziativa è già operativa da qualche settimana. Si chiama Turbo ed è stata presentata al mercato, con un evento di inaugurazione negli uffici di via Tortona a Milano.
Il settore in cui opera Turbo è il cosiddetto «programmatic advertising», una nuova modalità di acquisto e vendita di spazi pubblicitari, che avviene non attraverso negoziazioni umane ma grazie a piattaforme tecnologiche, che permettono alla domanda degli inserzionisti e all’offerta degli editori di incontrarsi e di concludere in tempo reale la transazione, in base ai parametri definiti da buyer e seller e grazie anche all’utilizzo dei dati riguardanti il target desiderato.
In questo nuovo mercato automatizzato – che ricorda molto l’evoluzione delle Borse Valori, passate in pochi anni dalla vendita «a grida» alle transazioni telematiche – Turbo si posiziona come il primo trading desk italiano indipendente, affiancando aziende ed agenzie nell’ottimizzazione dei loro budget digitali.
«Non c’è più alcun dubbio - dichiara Ferrari – che il futuro della pianificazione media, non solo online, sarà in larga parte automatizzato e guidato dai dati. Anche in Italia, nel corso del 2013, il “programmatic advertising” si è finalmente affermato grazie ai vantaggi in termini di risultati, scalabilità, globalità della pianificazione in termini geografici. Ma vediamo un mercato ancora connotato da assenza di team dedicati, inutili complicazioni, troppi slang e una certa opacità. Turbo nasce per colmare questo gap».
L’obiettivo di Turbo è semplice. Garantire ai brand e ai centri media che investono su Internet i migliori servizi e le migliori performance nel mondo Programmatic, attraverso un modello di business chiaro e basato su totale indipendenza, massima trasparenza, particolare attenzione alla brand safety e incremento misurabile dei risultati.
Mettendo in condizione ogni cliente di raggiungere solo il target desiderato, sul canale più adatto, nel momento migliore, con il messaggio più funzionale e al miglior prezzo, evitando ogni dispersione e aumentando l’efficacia ed il ritorno dell’investimento della comunicazione pubblicitaria online.
Turbo è il primo progetto sviluppato da Ferrari attraverso la holding company «Next 14» a cui partecipano – oltre ai suoi soci storici in Neo Network, Matteo Scortegagna e Marco Franciosa – alcuni dei più brillanti imprenditori e manager del settore digital tra cui Mauro Del Rio di Buongiorno, l’inglese David Frank, fondatore di Rdf Media, Giorgio Gori, fondatore di Magnolia, e l’americano David J. Moore, fondatore di 24/7 Media e oggi presidente di Wpp Digital a livello mondiale.
L’obiettivo è di fare operare Next 14 come «mamma» di diverse startup che abbiano potenziale di scala nell’ecosistema europeo dell’advertising technology. «Non siamo né un fondo, né un incubatore – spiega Ferrari – ma crediamo che all’interno dell’advertising technology, che sta rivoluzionando il mondo dei media, ci sia spazio per più di un’iniziativa di successo e ampie sinergie tra modelli di business adiacenti».
«Vogliamo aggregare intorno a modelli di business innovativi in questo settore i migliori team – racconta Ferrari – e per questo è fondamentale l’allineamento di interessi con gli imprenditori partner in ogni singola iniziativa, come avvenuto in Turbo».
I compagni di avventura di Ferrari in Turbo hanno infatti accumulato significative esperienze nei diversi ambiti del programmatic advertising, da Stefano Eligio (responsabile operations) che negli ultimi anni ha sviluppato e diretto a Londra il team di ottimizzazione di Infectious Media, il principale trading desk europeo a Claudio Calzolari (responsabile clienti), in precedenza digital director di Starcom Mediavest.
Sulle nuove startup all’orizzonte previste dopo il lancio ufficiale di Turbo, Ferrari non si sbottona: «È troppo presto per parlarne, anche se ci sono un paio di progetti interessanti su cui stiamo ragionando. Non abbiamo comunque fretta. Il numero di operazioni su cui intendiamo impegnare Next 14 è limitato: non credo si andrà oltre le tre iniziative nei primi due anni. Poi si valuterà se ci sono le condizioni per ragionare su una scala più ampia».