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Parma non va in Europa: Dall'Olio fuori

Non sono bastate 32mila preferenze. E su Romanini in Parlamento: "Finalmente abbiamo un riferimento forte e competente" . E sulla giunta 5 Stelle: "Sempre più minoranza al governo"

di Chiara Cacciani -

26 maggio 2014, 11:43

Parma non va in Europa: Dall'Olio fuori

A livello politico il sogno europeo svanisce. Nicola Dall'Olio non ce l'ha fatta: il candidato del Pd si è attestato a 32mila preferenze. Gliene sarebbero servite 20mila in più per arrivare a Bruxelles. L'amarezza c'è: "Dove sono stato a fare campagna elettorale, il riscontro c'è stato, ma in generale non hanno funzionato le reti di corrente del partito: sono queste quelle che permettono di raggiungere risultati di livello".

Ma nella voce di chi nelle ultime ore ha dormito poco e analizzato e parlato tanto, c'è anche una grande carica: "Qui ho ricevuto 16mila preferenze: è un dato senza precedenti, mai nessuno aveva numeri simili. Questo mi emoziona e mi fa capire la fiducia dei cittadini nel mio lavoro. Ed è un risultato che - e lo sottolinea con vigore  - dovrà portare anche a una nuova fase nel Pd parmense: ora gli equilibri cambiano". Un messaggio con destinatari che non faticheranno a riconoscersi. Chiaro come l'altro messaggio che lancia mentre esulta per l'arrivo di Giuseppe Romanini a Montecitorio, nello scranno lasciato libero dalla neoparlamentare europea Cecile Kyenge. "Sono molto contento per Romanini: finalmente - e ripete "finalmente"- avremo un riferimento forte e competente per Parma". 

Ce n'è anche per Pizzarotti e co.: "Il risultato elettorale a Parma è deludente. Ormai sono una netta minoranza che governa la città e dovrebbero rivedere molte cose: non stanno facendo - è evidente - ciò che vorrebbero i parmigiani".