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il vino

Unico «Riluce», la filosofia Biotica di Mercandelli

di Andrea Grignaffini -

02 giugno 2014, 21:38

Unico «Riluce», la filosofia Biotica di Mercandelli

“Sono nato nella Luce, sono cresciuto nella vigna… morirò nel vino, nel mio vino”. È con queste parole che Giorgio Mercandelli chiude la complessa argomentazione sul suo vino, che per noi è stata davvero una rivelazione assoluta. Una sostanza che trascende e diventa, come lui la chiama, Biotica, dal greco bios/vita + tica/arte, ovvero, “arte della vita”. Questa, corroborata da una visione antroposofica del mondo, considera la Luce della natura un’entità che agisce sull’umanità e di cui Riluce, come dice il nome, non è che una delle manifestazioni. In Riluce, quella Luce primigenia fluisce e arriva all’uomo, passando attraverso i sensi, per “rilucere” dal suo spirito, che ne diventa il riflesso, esito di vino che, nella sua sostanza, trasforma le persone portando la Luce nella loro interiorità, in modo da connetterle alle cose del Mondo e accordandone il pensiero al ritmo cosmico. Mercandelli in questo senso ha le idee chiare: se pensieri che formuliamo sono ciò che siamo, è anche vero che ciò che siamo prende origine dai pensieri coi quali fabbrichiamo il Mondo. La filosofia Biotica, quindi, ha come scopo quello di educare le persone a evolversi e a trasformarsi attraverso i ritmi e le frequenze della natura, che è la forza alla quale indirizzare il pensiero. Secondo il suo “profeta”, non è la conoscenza ma la saggezza a indirizzare l’uomo nel suo cammino verso la natura, una saggezza che deriva da un percorso di ricerca critica e instancabile della verità, quella stessa che gli permette di elevarsi dai propri limiti attraverso le cose che posseggono il più “alto valore estetico”. Anche il vino, come ogni altro alimento, è un soggetto estetico, ma a patto che, oltre alle qualità organolettiche, sia il suo contenuto sovrasensibile a prevalere, che è la somma di tutti quei valori produttivi che, assieme alla materia organolettica, esso esibisce. Per questo, all’analisi sensoriale puramente organolettica dovremmo privilegiare un’analisi sinestetica, che comprenda il vino come soggetto estetico e veicolo di valori sovrasensibili. Così diventa un’opera d’arte, il vino Biotico, una sostanza sensibile, viva e pura, fondamentale per l’umanità perché archetipo che educa la coscienza ad aprirsi creando una condizione esistenziale che sviluppa un’antipatia interiore per tutto ciò che è eticamente sbagliato, esattamente come proviamo disgusto per ciò che non ci piace.
Il 2006 ed il 2007 saranno le prime due vendemmie ad arrivare sul mercato. Il 2007 con 3 rossi e 2 bianchi intitolati alle 5 vocali, le 5 forze originarie del linguaggio e del mondo che riflettono i rispettivi Cru anche nelle 5 luminose frequenze fondamentali. Il 2006 è invece una speciale cuvée che porta la “M” di Mercandelli, su un’etichetta nera che evidenza il carattere di un rosso straordinario, misterioso e balsamico. La grafica minimalista, dai richiami cosmologici, è completata da scritte in Braille che allertano i sensi verso una conoscenza ulteriore. La fruizione ideale di tutti i vini è a temperatura ambiente, meglio nel raku, la ceramica giapponese che riconduce a un’atavica ciotola di terra cristallizzata, scura come i bicchieri da degustazione alla cieca; una volta aperte le bottiglie si conservano magicamente per mesi.