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GUSTO

Il Vermentino, tante declinazioni per un successo

di Andrea Grignaffini -

11 giugno 2014, 18:51

Il Vermentino, tante declinazioni per un successo

In Italia il Vermentino è protagonista di una Docg, oltre una ventina di Doc, svariate Igt. Sono circa 4.000 gli ettari vitati a questa varietà nella Penisola pari a 350.000 ettolitri, di cui 133.000 provenienti dalla sola Sardegna (in particolare 39.000 dalla Gallura), 20.000 da Liguria e Colli di Luni, segue ovviamente la Toscana ma al proposito non vi sono dati precisi, data la frammentarietà della sua coltivazione in quella regione. Varietà molto diffusa sulle coste del Mar Tirreno, ancora non si sa nulla di certo a proposito delle sue origini: c’è chi lo vuole originario della Spagna, chi dell’isola di Madeira; ma, vista la sua ampia presenza in un vastissimo areale, deve sicuramente trattarsi di un vitigno di antica diffusione, condotto probabilmente dagli spagnoli. Come la Sardegna, anche la Liguria, soprattutto il Levante e i Colli di Luni in particolare, complice una notevole variabilità di suoli: dai semplici calcari alle dolomie cristalline sino alle brecce dolomitiche, e la possibilità di sfruttare diverse altimetrie in climi squisitamente mediterranei, è in grado di offrire eccellenti Vermentino. Il fatto che ciò, anche in un recente passato, non sia sempre avvenuto, è più legato allo scarso impiego di tecniche vitivinicole capaci di generare alta qualità e non a problemi di terroir.
Lunae Bosoni, Colli di Luni Doc Vermentino Numero Chiuso 2008: il colore è un intenso paglierino, con limpidi e brillanti riflessi oro zecchino. Il naso ha buona intensità, con ricordi fumé di pietra focaia, caucciù e olive mature, seguiti da calde sensazioni di frutta tropicale. Aprendosi si fa ancora più complesso: tabacco da pipa, note di pasticceria, cioccolato bianco, frutta secca; per un bouquet ampio, complesso, armonico, maturo e terziarizzato, ma per nulla stanco. La beva è ricca, grassa, rotonda e polposa; il calore alcolico è ben bilanciato da una corroborante spina acida; l’intensa, sempre armonica e quasi piccante progressione si conclude con un persistente finale che sa di albicocca essiccata, sapido e quasi salino. Sapiente l’impiego del legno (D).
Tenuta Selvadolce Riviera Ligure di Ponente Vermentino VB1 2010: paglierino carico con scintillanti riflessi oro zecchino, ha naso di buona intensità dai ricordi di mela cotogna al forno, pasticceria, tabacco vanigliato, nocciole tostate, cioccolato bianco, oltre a originali sentori quasi torbati, minerali e di brandy. Un profilo olfattivo personale, complesso, equilibrato, di stile leggermente ossidativo. In bocca è ricco e strutturato, con una progressione gustativa all’insegna di un deciso calore alcolico compensato da un bel piglio acido, con sentori di frutta secca e amaretto; la chiusura è lunga, un filo astringente - in virtù dei tannini assorbiti nel corso della macerazione delle bucce – e fresca, ben corrispondente all’olfatto, con un finale liquirizioso (C).
Il Monticello Liguria di Levante Igt Bianco Poggio Paterno “Il Bocciato” 2011: assurdamente bocciato dalla commissione Doc per la sua ammissione alla Doc Colli di Luni, e coraggiosamente immesso sul mercato come Igt con la stesso nome abituale – Poggio Paterno – ma con l’aggiunta della definizione “Il Bocciato”, si tratta di un Vermentino del tutto godibile, dal tipico colore paglierino, con un bouquet che profuma di mandorle dolci, albicocche, caramelle inglesi e crema pasticcera; un naso suadente, armonico, morbido e di buona ampiezza. Al palato mostra buona ricchezza, entra rotondo per farsi agrumato e fresco in progressione, chiudendo – lungo - su note amaricanti e solo appena astringenti, dai ricordi di fiori secchi e limoncello (B).