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Stranieri

Festa grande per i sikh di Parma

In centinaia si riuniscono nel tempio di via Mantova fra preghiere e tavolate in amicizia

di Vittorio Rotolo -

23 giugno 2014, 21:40

Festa grande per i sikh di Parma

Non inganni il loro simbolo, un turbante racchiuso tra due spade ricurve: l’una espressione di salvezza, l’altra di difesa, ma solo nel momento in cui si viene attaccati. Perché la pace, l’accoglienza e l’accettazione delle differenze sono, per gli indiani sikh, i valori cardine su cui si poggia la loro religione, fondata verso la fine del 1600.
Una comunità che ieri, a Parma, ha vissuto una giornata speciale. Per almeno due buone ragioni: celebrare il 64° anniversario dalla morte di Sant Baba Prem Singh Ji, un santo molto amato da questo popolo, e farlo all’interno del tempio di via Mantova, inaugurato appena nove mesi fa e che ha accolto centinaia di sikh provenienti dalla nostra regione, ma anche da altri centri, come Brescia, Bergamo e Vicenza.
«Un luogo dove praticare la nostra fede ed insegnare ai tanti bambini che sono nati in Italia i principi base del sikhismo – spiega Lakhwinder Singh, presidente dell’associazione Gurudwara Singh Sabha Parma -: in questo giorno, lo facciamo partendo dall’esempio del nostro santo, che ha dedicato la propria vita al servizio della comunità, facendo costruire scuole, ospedali, laboratori per la formazione lavorativa».
Avvolti nei loro costumi tipici, uomini e donne, anziani e bambini sfilano silenziosamente all’interno del tempio, raccogliendosi in preghiera davanti al libro sacro. Tutto avviene nel segno della condivisione, compreso il pranzo, a base di riso, legumi e verdure, in osservanza ad uno stile vegetariano profondamente radicato nella loro cultura, insieme ad una religione che vieta il consumo di alcolici e tabacco. E predica l’onestà. Insegnamento che, nel nostro territorio, gli oltre tremila indiani sikh presenti (i primi arrivarono qui intorno alla metà degli anni ‘90) applicano giornalmente: nei prosciuttifici e nelle aziende lattiero-casearie, nei ristoranti o nei negozi di frutta e verdura.
Un settore alimentare nel quale operano a 360°, forti di un patrimonio di conoscenze che affonda le radici nella vocazione agricola della regione del Punjab, nel nord-ovest dell’India, da cui i sikh provengono.
Con usanze e tradizioni diverse dalle nostre, ma con una cultura del lavoro che per loro ha rappresentato il migliore strumento di integrazione.