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Il vino

Barolo 2010, gran bella annata

di Andrea Grignaffini -

03 luglio 2014, 22:26

Barolo 2010, gran bella annata

Alba come da tradizione ha ospitato in anteprima le nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero. In questo caso il millesimo 2010, un’annata che si preannuncia eccellente fra le migliori degli ultimi anni. Annata che ha il merito di presentarsi diversificata rispetto ai diversi territori di produzione, rivelando una trama aromatica decisa e un frutto preciso e maturo, non troppo eccessivo, tannini in perfetto equilibrio, acidità sostenuta. Certo resta il fatto della alcolicità in esubero. Ma questo è un problema del mondo del vino mediditerraneo. Aumentano le temperature e conseguentemente anche i vini aumentano il grado: d’altronde se si parla di natura bisogna prenderla per come è, si stratta solo di assecondarla al meglio e metterci quella sensibilità enologica che un un uomo di vigna e di vino deve avere. I comuni che meglio hanno interpretato l’annata 2010 sono stati Castiglione Falletto, Barolo, La Morra, Serralunga d’Alba e Verduno, mentre Monforte e in parte anche La Morra hanno segnato un certo deficit di piacevolezza aromatica seguita da una componente tannica non in linea con le aspettative. Complessivamente si può dire che i dodici milioni di bottiglie di Barolo dell’annata 2010 rappresenteranno un competitor performante rispetto ad altri vini blasonati d’Oltralpe, (vedi Borgogna rossa) che sono più rari e più costosi. Sarà questa l’occasione per presentarsi ai mercati internazionali con un Barolo elegante, profumato, di ottima beva e non troppo costoso. Passiamo ora a una breve citazione di alcune etichette di Barolo 2010. Iniziamo da un attento vignaiolo, Luciano Sandrone e il suo Barolo Le Vigne, nel bicchiere brilla di colore rosso rubino che vira al granato, all’olfatto una lunga scia di profumi floreali, fruttati e cenni speziati. In bocca è strutturato, fresco, minerale, con tannini equilibrati e rimandi fruttati e speziati. Da Castiglione Falletto l’azienda Vietti presenta il Barolo Ravera, un vino dai ricchi e sinuosi profumi fruttati, floreali, mentolati e note speziate. Un sorso complesso, robusto, elegante con tannini delicati. Sempre in zona la famiglia Scavino propone il Barolo Azelia Margheria, un grande vino dai profumi complessi, articolati tra frutti scuri, spezie e liquirizia. Al palato è vigoroso, elegante, strutturato. Bella prova d’autore per Ceretto col suo Prapò: per chi ama succosità, sfaccettature lignee, profumi talcati e bella forza d’impatto questo Serralunga fa per lui. Altro Barolo di alto livello è il sempre eccellente Cascina Francia di Giacomo Conterno, un vino con la solita bella struttura che però resta di rara eleganza, fresca e magicamente vibrante. Chiudiamo con un altro grande classico: il Barolo Brunate di Giuseppe Rinaldi, un vino fresco, brioso, incisivo, dagli aromi floreali. In bocca è fluido, con tannini importanti e grandi capacità di invecchiamento. Che poi in fondo in fondo è la caratteristica che ha reso il barolo il re dei vini.