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il caso

Trenta profughi a Tabiano, ma l'albergo non è idoneo: sloggiati

La struttura è chiusa da anni e sprovvista dei permessi all'esercizio. Il proprietario della pensione aveva dato la disponibilità alla Prefettura

06 agosto 2014, 22:03

Trenta profughi a Tabiano, ma l'albergo non è idoneo: sloggiati

Dovrebbero lasciare Tabiano nel giro di qualche giorno i profughi, provenienti dagli sbarchi in Sicilia, arrivati lunedì sera ed alloggiati nell’albergo Camillo di viale Fidenza. La struttura infatti è chiusa al pubblico da anni, e da un immediato controllo è risultata sprovvista dei permessi all’esercizio dell’attività.
Ad accorgersi di quanto stava succedendo e a segnalarlo ai vigili sono stati diversi abitanti della zona che hanno visto un pullman arrivare, scaricare una trentina di persone davanti all’albergo chiuso, che poi sono entrate. L’amministrazione si è subito attivata per un sopralluogo tramite la Polizia municipale, verificando la non conformità della struttura ad alloggiare persone perché senza regolari autorizzazioni. I profughi verranno quindi prelevati da Tabiano e alloggiati in altre località. Al momento pare infatti che nessuna altra struttura alberghiera abbia dato nuove disponibilità.
Qualche mese fa il comprensorio termale aveva dato accoglienza ad un gruppo di profughi, provenienti dagli sbarchi in Sicilia, circa 25, alloggiati in un albergo a Salso e in uno a Tabiano, ottemperando alle richieste avanzate a livello territoriale da governo e Prefettura.
Della vicenda avvenuta a Tabiano, si è occupato immediatamente il sindaco Filippo Fritelli. «Appena sono stato avvisato dell’arrivo dei profughi, su mia disposizione, la Polizia municipale ha effettuato un sopralluogo e verificato che la proprietà aveva messo a disposizione la struttura in modo non corretto, e immediatamente abbiamo provveduto ad agire». «Siamo andati subito io e il vicesindaco Pigazzani a segnalare la vicenda in Prefettura - ha aggiunto - e chiesto, alla luce della irregolarità della struttura stessa chiusa da anni, che fosse ritirato il gruppo di migranti e distribuito in altre località nel rispetto dell’equità del principio e ripartizione territoriale».
Ricordando poi come Salso «abbia già dato tanto, mettendo a disposizione ospitalità nella prima fase di emergenza nei mesi scorsi: non vogliamo come territorio sottrarci a questo dovere, ma abbiamo fatto abbondantemente la nostra parte e chiediamo una giusta ripartizione e rispetto delle regole. E soprattutto chiediamo che il Comune venga sempre informato in presenza di situazioni di grande delicatezza come questa». R. P.