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Musica in rete

Contromossa di Google: YouTube per abbonati

In arrivo un nuovo «servizio» per contrastare Deezer e Spotify. I contenuti video sarebbero disponibili a 9,99 dollari al mese

di Laura Giannone -

20 agosto 2014, 18:56

Contromossa di Google: YouTube per abbonati

Google prepara un nuovo affondo nel campo musicale schierando l’artiglieria pesante di YouTube. La compagnia, che proprio ieri ha festeggiato i 10 anni dalla quotazione a Wall Street, sarebbe pronta a lanciare un nuovo servizio in abbonamento per l’ascolto della musica in streaming, sfruttando i brani fuori dalla discografia ufficiale come live e cover che sono tipici del suo sito di video sharing. Un’arma in più per competere in un mercato ormai affollato.
Stando alle indiscrezioni del blog Android Police, che si aggiungono a quelle in circolazione da mesi, Google starebbe per lanciare «YouTube Music Key», un servizio che, a fronte di un abbonamento mensile da 9,99 dollari, consentirebbe l’ascolto e la visione di video senza pubblicità, la possibilità di salvare clip e canzoni per la fruizione offline e un’interfaccia solo audio per musica in sottofondo.
Offerte simili in giro non mancano, da Spotify a Deezer, da Rhapsody a Pandora, fino a Beats Music, recentemente acquisita da Apple per 3 miliardi di dollari. La stessa Mountain View ha già un servizio analogo, «Google Play All Access», operativo da tre anni e presente anche in Italia. Stando ai rumors, «All Access» cambierebbe nome diventando «Google Play Music Key», e i suoi utenti, che pagano già un abbonamento da 9,99 dollari, avrebbero accesso anche a «YouTube Music Key».
Le due proposte sembrerebbero sovrapporsi in quanto a offerta, ma a fare la differenza sarebbe la disponibilità su YouTube di contenuti che vanno al di là della discografia ufficiale di un artista, come registrazioni dal vivo, remix e cover. Per usarli, tuttavia, Google avrà bisogno di negoziare accordi con chi ne detiene i diritti, comprese le etichette indipendenti. Anche per questo i tempi per il lancio del nuovo servizio non sono ancora ipotizzabili.
Nel frattempo sui social network e sui siti specializzati iniziano a comparire i commenti preoccupati degli utenti, che temono restrizioni all’uso gratuito di Youtube. Tra le ipotesi c’è quella che Google potrebbe impedire l’ascolto in sottofondo di musica, riservandolo solo agli abbonati.
Stringendo le intese necessarie, tuttavia, Big G potrebbe riuscire a monetizzare due volte i contenuti di YouTube, aggiungendo l’abbonamento agli attuali introiti pubblicitari. Una mossa che potrebbe riuscire, vista l’abilità della compagnia a far cassa. Dal suo ingresso in Borsa il 19 agosto del 2004 - quando ancora non c’erano il browser Chrome, il sistema operativo per smartphone Android nè le Google car e le mappe con la visione stradale - il colosso di internet è passato da 3,2 a 66,7 miliardi di dollari di ricavi. Nel frattempo gli impiegati sono aumentati da poco più di duemila a 52mila e la capitalizzazione di mercato ha raggiunto i 400 miliardi di dollari, rendendo Google una delle maggiori società a livello mondiale.