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PROVINCIA

Appello al governo: «Mancano i soldi per aggiustare le strade»

Fellini: «L'azzeramento dei fondi alla Provincia mette in ginocchio tutto il territorio»

di Enrico Gotti -

25 agosto 2014, 09:13

Appello al governo: «Mancano i soldi per aggiustare le strade»

«Abbiamo riaperto le strade, dopo le frane e i crolli, ma ora l’azzeramento dei fondi dello Stato alle Province mette in ginocchio tutto il territorio». È questo il tenore della lettera che Andrea Fellini, assessore provinciale alla Viabilità, ha invitato ai ministri del governo Renzi.
Un vero e proprio grido d’allarme. «Sindaci e cittadini si rivolgono a noi, ma non siamo più in grado di dare risposte», scrive Fellini, nella lettera inviata in questi giorni a Maurizio Lupi, Maria Elena Boschi e Gian Luca Galletti, titolari dei dicasteri delle infrastrutture, delle riforme e dell’ambiente. Le risorse dallo Stato sono state azzerate – sottolinea l’assessore provinciale – questo ha procurato disservizi enormi che, anche in una Provincia da sempre virtuosa come quella di Parma, si sono tramutati in pesanti disagi per i cittadini». «Oggi siamo in condizioni disperate, - prosegue la lettera - solo dall’inizio dell’anno abbiamo 18 milioni di euro di danni sulle nostre strade a cui non possiamo fare fronte e l’intero territorio conta decine e decine di milioni di danni inflitti da eventi climatici e dissesti».
Non ci sono i soldi per pagare gli spazzaneve, il prossimo inverno – ribadisce l’assessore – e nemmeno quelli per intervenire sulla viabilità. La provincia di Parma è la seconda in Italia per movimenti franosi attivi e, per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, il Parmense è il territorio con la maggiore estensione collinare-montana di tutta la Regione (2.584 chilometri quadrati, circa il 75% di tutta la superficie dell’intera provincia). Fellini ricorda ai ministri la frana della Val Bardea (che interessa Capriglio e Pianestolla), la frana di Pietta a Tizzano, quella di Lalatta del Cardinale, nel Comune di Palanzano, e la frana di Sauna, nel Comune di Corniglio; il crollo del Ponte di Gramignazzo e la frana di Boschetto. Assieme alla lettera, c’é l’elenco delle segnalazioni di dissesto che i Comuni hanno inviato alla Provincia dal dicembre 2013 al marzo 2014, e le priorità trasmesse alla Regione Emilia-romagna, con l’appello di «destinare, con urgenza, a queste aree una parte del fondo per la messa in sicurezza del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico», di definire «tempi certi e modalità semplificate per la concessione di rimborsi dei danni», e di mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione per dare un’adeguata risposta alla popolazione, e per far ripartire l’economia e la vita delle comunità coinvolte. «Noi, come istituzione, siamo finiti ma è indispensabile che qualcuno si faccia carico dei problemi che ci sono sul territorio e che aiuti, non noi, ma i cittadini ad uscire da questa drammatica situazione. – è il messaggio lanciato al Governo - chi ha deciso l’abolizione delle Province ora intervenga per dare un po’ di sollievo a Sindaci e popolazione».

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