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Quartieri - Parma centro

Istituto storico della Resistenza chiuso al pubblico da sei mesi

Il comune: "Siamo in cerca di soluzioni". L'archivio è inaccessibile dopo il crollo di una parte del tetto

di Enrico Gotti -

27 agosto 2014, 22:07

Istituto storico della Resistenza chiuso al pubblico da sei mesi

L’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea quest’anno ha compiuto i cinquant'anni di attività. È stato fondato il 26 giugno 1964, dai protagonisti della Resistenza parmense.
Eppure non c’è spazio e occasione per festeggiare mezzo secolo di impegno. La sede dell’Istituto, in vicolo delle Asse, è chiusa al pubblico da marzo 2014, da quando è crollata parte del tetto del complesso storico di San Paolo.
Da sei mesi l’archivio dell’antifascismo e della lotta di Liberazione è inaccessibile al pubblico e agli studiosi. Il 6 marzo scorso, il sindaco Federico Pizzarotti dispose la chiusura delle due biblioteche Ugo Guanda e Internazionale Ilaria Alpi, e le sedi dell’istituto storico della resistenza e del Coro città di Parma. Fu una decisione urgente, motivata dal parziale cedimento della copertura nell’area sovrastante il servizio bibliotecario comunale.
Il 25 marzo, a conclusione dei lavori di messa in sicurezza, riaprirono le biblioteche, ma non le altre due sedi, che si trovano al di sopra della biblioteca Guanda, rispettivamente al primo e secondo piano.
Il direttivo dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea ha chiesto un appuntamento al sindaco, per avere informazioni sulla riapertura. «Siamo in cerca di soluzioni. Li incontrerò a breve» dichiara il vice sindaco Nicoletta Paci, che ha la delega del Patrimonio.
«L’istituto ha la necessità di avere uno spazio adeguato, è importante riaprirlo ai ricercatori e alla città – afferma Laura Ferraris, assessore alla Cultura, che ipotizza sedi alternative, nel caso non si riesca a recuperare l’ala dell’ex monastero di San Paolo – la Casa della musica, intanto, potrebbe dare un punto di appoggio. E poi penso alla Provincia, è una provocazione, ma ora si potrebbero liberare spazi, ad esempio, dentro palazzo Giordani, che sono ideali per un’istituzione di questo tipo. L’importante, comunque, è riaprire e avere spazi adeguati».
Il ruolo dell’Istituto storico della Resistenza è di conservare la memoria storica e di riproporla ai cittadini. Promuove progetti di ricerca, convegni, conferenze, iniziative scientifiche, esposizioni e pubblicazioni di libri.
Nell’ultimo decennio, è cresciuto sempre di più l’impegno nella didattica della storia con le scuole.
Ogni anno, con «Percorsi del Novecento», sono stati coinvolte le classi del Parmense, con laboratori, lezioni, itinerari dentro la città. E proprio gli studenti, quelli che partecipano ai viaggi della memoria e non solo, hanno frequentato spesso le sale di vicolo delle Asse, oggi chiuse, nell’attesa, che dura da mesi, di poter riaprire.