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Nonna Nella e il piccolo Marcello insieme nella "favola" sulla mafia

Il racconto prende spunto dal campo "E!State Liberi" a San Nicomede. "Un'estate più forte del silenzio" di Enrico Gotti e FOgliazza sarà presentato martedì alle terme Zoia di Salso

di Margherita Portelli -

07 settembre 2014, 18:59

Nonna Nella e il piccolo Marcello insieme nella

La «favola» si innesta sulla realtà con la stessa leggerezza con cui le illustrazioni prendono forma dalle fotografie. Le parole di Enrico Gotti e i disegni di «Fogliazza» (al secolo Gianluca Foglia) danno l’esempio: insieme si può. È questo uno dei messaggi di cui «Un’estate più forte del silenzio» (Ediesse editore, 70 pagine, 8 euro) si fa portavoce.
Il progetto
Il libro - firmato appunto da Gotti e «Fogliazza» su progetto del Sindacato pensionati italiani della Cgil, in collaborazione con Libera - si compone di un racconto che trae spunto dal campo «E!State Liberi», organizzato a Salsomaggiore lo scorso luglio dall’associazione fondata da don Ciotti in collaborazione con il Parco dello Stirone e del Piacenziano. A San Nicomede, località Millepioppi, su terreni confiscati a due usurai, i ragazzi lavoravano la mattina al Cras, il Centro di recupero animali selvatici «Le civette», partecipando, al pomeriggio, a incontri di formazione sul fenomeno mafioso. A completare il volumetto, oltre al racconto che mescola persone reali a personaggi e vicende di fantasia, ci sono anche le testimonianze dei 12 ragazzi (dai 16 ai 35 anni) che hanno partecipato al campo dal 13 al 20 luglio e alcune informazioni sull’infiltrazione mafiosa nel nostro territorio.
La presentazione
A raccontare il libro - che verrà presentato martedì (dalle 15) alle terme Zoia del parco Mazzini di Salsomaggiore, nel contesto di un incontro con Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia, e con Carla Cantone, segretaria generale della Spi Cgil - ci ha pensato l’autore, il giornalista (collaboratore della Gazzetta di Parma) Enrico Gotti.
«Il Sindacato dei pensionati per il secondo anno ha partecipato ai campi di volontariato di Libera, e qualche mese fa, da un’idea del segretario provinciale Paolo Bertoletti, abbiamo iniziato a pensare a come poter raccontare questa esperienza in una pubblicazione - sottolinea Gotti -. Volevamo parlare di mafia, ma eravamo d’accordo di farlo con una certa “leggerezza”: ho avuto carta bianca e, partecipando per alcuni giorni al campo, ho pensato di farmi ispirare dalle persone e dai luoghi per immaginarmi un racconto di fantasia».
Protagonisti della storia sono una nonna, Nella (Tolazzi, la capo lega Spi di Salsomaggiore che al campo realmente cucinava per i ragazzi) e Marcello (un bambino di 10 anni taciturno e spaventato che Gotti si immagina arrivi a movimentare la vita del campo, e che in realtà non esiste).
«Attraverso questo racconto si vuole far capire come la lotta alla mafia sia una battaglia che può unire diverse generazioni – continua l’autore -. I giovani che ho incontrato al campo sono ragazzi insieme normalissimi e speciali, ma mi sono chiesto: cosa farebbero se si trovassero “assediati” dalla mafia? È un po’ quello che succede nella storia del racconto. Una storia inventata, ma che potrebbe essere accaduta davvero dal momento in cui anche il nostro territorio non è immune da fenomeni di infiltrazione mafiosa, pensiamo ad esempio a fatti di cronaca come l’omicidio del boss camorrista Guarino, a Medesano».
Per parlare di tutto questo ai ragazzi, è facile immaginarselo, non si può prescindere da quella sensibilità e da quella forza che in questo libro sembrano essere insieme messaggio e mezzo. Incantando, senza distinzione, nonni e nipoti.

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